Tra cinema e realtà: un domani ancora da conquistare

In questi giorni di lutto e di rabbia, seguiti all’assassinio di Giulia Cecchettin, il cinema ha qualcosa da dire. “C’è ancora domani”, di Paola Cortellesi, ci ricorda la difficoltà dell’uscita dal patriarcato. Una strada in parte percorsa (il divorzio, l’aborto, la riforma del diritto di famiglia, l’abolizione del delitto d’onore) ma che richiede altre tappe, senza negazionismi e con dure lotte.

Pensieri sparsi a margine di un film di successo

Un popolo di orfani riempie a sorpresa le sale. “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi non è solo un film. È una sorta di manifesto politico, un “qualche cosa” di cui si aveva dannatamente bisogno. Una storia che prima ancora di raccontare la povertà del dopo guerra, la difficoltà del vivere, la speranza, la violenza sulle donne, fa lievitare un bisogno che si pensava perso fra le macerie della militanza politica.