Noterelle dal carcere: “A testa alta!”
Compito in classe in carcere. Un allievo, parlando del figlio, scrive che ogni colloquio con lui in videochiamata termina con un saluto reciproco: “A chèpa jèlt!” (A testa alta!). Difficile proposito per entrambi: per il padre, che vorrebbe trasmettere sicurezza, ma denuncia impotenza; per il figlio che vorrebbe superare lo stigma sociale del padre detenuto, ma non ci riesce. Il carcere è anche questo…
