Ucraina: cessate il fuoco. Subito

La domanda ai pacifisti è incalzante: voi che fareste, ora che l’Ucraina è stata invasa? Semplice. Bisognava assumere, come Europa, un ruolo pacificatore, agendo da subito per fermare i cannoni e mobilitare tutte le risorse diplomatiche, dalla Cina al Brasile ai paesi africani, per trovare una via d’uscita dal conflitto. L’Unione non lo ha fatto praticando una sorta di suicidio politico. Ma non è mai troppo tardi.

Il cessate il fuoco in Ucraina forse non è più un tabù

L’ipotesi di una tregua nel conflitto in Ucraina compare sia nelle parole (pur smentite) del capo della Wagner, sia nell’ultimo numero di “Foreign Affairs”, la rivista della diplomazia Usa. La prospettiva evocata è quella di un cessate il fuoco con ritiro di entrambe le parti da una nuova linea di contatto e creazione di una zona smilitarizzata monitorata dall’Onu o dall’Osce a cui far seguire l’apertura di colloqui di pace.

Ucraina: il piano di pace cinese e l’insipienza dei suoi detrattori

Per porre fine alla guerra in Ucraina c’è un piano della Cina che, a partire dal riconoscimento della sovranità nazionale di tutti i paesi e del diritto internazionale, propone un immediato cessate il fuoco e l’apertura di un negoziato su 12 punti. Ma tutti lo ignorano. In particolare gli Stati Uniti e la Nato che hanno sposato la causa della guerra fino alla vittoria militare dell’Ucraina (che pure non è nelle cose).

Perugia-Assisi, 23-24 febbraio: una marcia notturna contro le guerre

La notte fra il 23 e il 24 febbraio, a un anno preciso dall’invasione russa dell’Ucraina, marceremo in molti da Perugia ad Assisi. Sarà un modo per essere e mostrarsi pacifici, aperti al confronto e per testimoniare, col proprio corpo, la persuasione che un altro modo di pensare, di essere e di agire è possibile. E per dire che, mentre non c’è una guerra giusta, c’è una via giusta per uscire dalla guerra: cessare il fuoco, subito.

Cessate il fuoco in Palestina. E ora?

Anche dopo il cessate il fuoco tra Israele e la Palestina i nodi all’origine della violenza degli ultimi giorni restano irrisolti. La narrazione del “conflitto simmetrico” a cui indulgono i media nostrani e internazionali non fa che oscurare i reali rapporti di potere e il contesto di oppressione coloniale che grava sui palestinesi da 73 anni.