Umberto Bossi: non folklore, veleno per la democrazia

Bossi se ne è andato e c’è chi lo considera uno statista. Dimenticando i fucili contro Roma, l’astio contro i terroni, il più rum meno rom, i “bingo bongo”, la garrota per gli omosessuali, le pallottole di gomma sugli immigrati travestiti da leprotti. Eppure in un tempo di genocidi e di guerre non si può ridurre al pittoresco questa spregiudicatezza. Non erano battute di un uomo in canottiera, ma ferite profonde alla democrazia.

Lega: la strada che porta da Bossi a Salvini

Nella sua evoluzione la Lega è passata dall’astio per i “terroni” all’odio per neri e mussulmani e, infine, alla teoria della “sostituzione dei popoli”. Umberto Bossi e Matteo Salvini hanno fiutato e sfruttato per primi le opportunità politiche date dalle emozioni indotte dagli stravolgimenti strutturali in atto. E hanno portato l’Italia, per la seconda volta, a fare da apripista dell’involuzione autoritaria che percorre tutto l’Occidente.