L’Italia continua a esportare armi a Israele

Nel solo mese di dicembre del 2023, nel pieno dei bombardamenti da parte di Tel Aviv sulla Striscia di Gaza, l’export italiano di “Armi e munizioni” verso Israele ha toccato quota 1,3 milioni di euro. I nuovi dati Istat smentiscono ancora una volta il Governo e gettano una luce sinistra anche su altre tipologie di esportazioni legate a velivoli militari.

Un appuntamento europeo per la pace

La corsa alle armi e alla guerra è, nel mondo, in pieno svolgimento. O si ferma questo delirio o guerre, morti e miseria saranno i compagni di viaggio dell’umanità nei prossimi anni. Le elezioni europee danno una possibilità. Va costruito un appello europeo che rilanci il tema “L’Europa ripudia la guerra”, accompagnato da richieste ai Governi e ai Parlamenti nazionali di atti concreti di de-escalation militare.

Il Governo vuole mano libera nel commercio di armi

La legge 185/1990 prevede che «l’esportazione di materiali di armamento è […] vietata verso i paesi in stato di conflitto armato». Sentite le Camere, il Governo può, peraltro, derogare il divieto, e lo ha fatto per fornire armi all’Ucraina. Poi, per essere più sicuro, ha presentato un disegno di legge, che sta bruciando le tappe dell’iter parlamentare, per avocare a sé ogni decisione ed escludere anche un minimo di trasparenza.

La campagna di Russia dell’Europa

Due anni di guerra catastrofica e il fallimento in un mare di sangue della controffensiva ucraina non hanno insegnato nulla. In Europa si è formato un partito unico della guerra, in cui confluiscono tutte le forze politiche di centrodestra e di centrosinistra, con i verdi e i socialisti a contendere la prima fila ai popolari e ai conservatori. E il papa, che predica nel deserto, è accusato di collusione con il nemico.

Le bugie di Leonardo sulle armi a Israele: intervista ad Antonio Mazzeo

A fronte del rifiuto, da parte dell’Ospedale Bambin Gesù, di una donazione di un milione e 500mila euro effettuata da Leonardo spa, quest’ultima ha negato l’uso di armi di propria produzione in teatri di guerra, “dimenticando” che – come ricostruisce Antonio Mazzeo – Israele è uno dei partner strategici suoi o delle società controllate interamente o parzialmente che hanno sede sociale in paesi terzi.

“Arming Europe” – L’Europa si arma

La denuncia è di un rapporto di Greenpeace. Nell’ultimo decennio, la spesa per le armi nei Paesi Nato dell’Unione europea è cresciuta 14 volte più del loro Pil complessivo. In Italia la spesa per i nuovi sistemi d’arma è passata da 2,5 miliardi di euro a 5,9 miliardi. Un passo verso la militarizzazione che rischia di destabilizzare ulteriormente l’ordine internazionale e anche di rallentare la crescita dell’economia.

Guerra, petrolio e manovra. Soldi solo per le armi

Guerra, petrolio più caro, inflazione: la risposta del Governo è una manovra che non affronta alcun nodo e si concentra sul cuneo fiscale che riduce i costi alle imprese con modestissimi aumenti dei salari nominali. I sussidi pubblici rimpiazzano la scarsa capacità delle imprese di far crescere la produttività. Ma i soldi per le armi ci sono. È il nostro contributo al circolo vizioso tra guerra ed economia.