Cinema e realtà: a margine di “Civil War”

Anche andare al cinema è un atto politico. Un atto in cui c’è un tempo per vedere (corrispondente al film in sala) e un tempo per concludere (quello in cui facciamo i conti con ciò che l’opera produce in noi). E “Civil War” – film di guerra, di soldati e di reporter; mix di proiettili, bombe ed esplosioni, da una parte, e di parole e immagini dall’altra – è uno specchio illuminante della realtà che ci circonda.

Fermiamo la corsa alle armi

Molti governi moltiplicano forsennatamente le spese militari. Si parla apertamente di una possibile guerra atomica. Il tutto favorito dall’immensa e scellerata pressione esercitata dai fabbricanti di armi di tutto il mondo, Italia in testa. Un importate strumento per la ricostruzione e la comprensione di questo drammatico scenario è offerto da Sbilanciamoci! e Greenpeace con l’e-book “L’economia a mano armata”.

Venti di guerra in Europa

Il 24 marzo 1947 l’Assemblea costituente approvava l’art. 11 della Costituzione, secondo cui l’Italia “ripudia” la guerra. Il 21 e 22 marzo 2024, il Consiglio europeo, dimentico del fallimento delle strategie belliciste e delle immani sofferenze da esse provocate ai popoli, ha varato un documento che invoca un «autentico cambiamento di paradigma in relazione alla nostra sicurezza e difesa», cioè la guerra.

L’Italia continua a esportare armi a Israele

Nel solo mese di dicembre del 2023, nel pieno dei bombardamenti da parte di Tel Aviv sulla Striscia di Gaza, l’export italiano di “Armi e munizioni” verso Israele ha toccato quota 1,3 milioni di euro. I nuovi dati Istat smentiscono ancora una volta il Governo e gettano una luce sinistra anche su altre tipologie di esportazioni legate a velivoli militari.

Un appuntamento europeo per la pace

La corsa alle armi e alla guerra è, nel mondo, in pieno svolgimento. O si ferma questo delirio o guerre, morti e miseria saranno i compagni di viaggio dell’umanità nei prossimi anni. Le elezioni europee danno una possibilità. Va costruito un appello europeo che rilanci il tema “L’Europa ripudia la guerra”, accompagnato da richieste ai Governi e ai Parlamenti nazionali di atti concreti di de-escalation militare.

Il Governo vuole mano libera nel commercio di armi

La legge 185/1990 prevede che «l’esportazione di materiali di armamento è […] vietata verso i paesi in stato di conflitto armato». Sentite le Camere, il Governo può, peraltro, derogare il divieto, e lo ha fatto per fornire armi all’Ucraina. Poi, per essere più sicuro, ha presentato un disegno di legge, che sta bruciando le tappe dell’iter parlamentare, per avocare a sé ogni decisione ed escludere anche un minimo di trasparenza.

La campagna di Russia dell’Europa

Due anni di guerra catastrofica e il fallimento in un mare di sangue della controffensiva ucraina non hanno insegnato nulla. In Europa si è formato un partito unico della guerra, in cui confluiscono tutte le forze politiche di centrodestra e di centrosinistra, con i verdi e i socialisti a contendere la prima fila ai popolari e ai conservatori. E il papa, che predica nel deserto, è accusato di collusione con il nemico.

Le bugie di Leonardo sulle armi a Israele: intervista ad Antonio Mazzeo

A fronte del rifiuto, da parte dell’Ospedale Bambin Gesù, di una donazione di un milione e 500mila euro effettuata da Leonardo spa, quest’ultima ha negato l’uso di armi di propria produzione in teatri di guerra, “dimenticando” che – come ricostruisce Antonio Mazzeo – Israele è uno dei partner strategici suoi o delle società controllate interamente o parzialmente che hanno sede sociale in paesi terzi.