È stato diffuso in questi giorni il Rapporto annuale di Sbilanciamoci! che, come di consueto, accompagna la legge finanziaria e viene comunemente chiamato “Controfinanziaria”. Il suo titolo è esplicito: Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace, l’ambiente. I suoi contenuti sono riassunti da G. Marcon nell’editoriale di presentazione sul sito di Sbilanciamoci!, che è qui ripreso.
La Legge di Bilancio per il 2025 presentata dal Governo è una manovra sbagliata e di puro galleggiamento, inadeguata e ingiusta: toglie soldi all’università e definanzia la sanità, azzera il fondo per la transizione del settore automotive e il fondo sociale affitti, toglie soldi all’ambiente, aumenta del 12% le spese militari, destina più di un miliardo a un’opera inutile come il Ponte sullo Stretto. È una Legge di Bilancio che continua a favorire i super-ricchi e non dà che briciole a chi ha già di meno. La riforma dell’Irpef, con la riduzione delle aliquote, è regressiva e gli aumenti per le pensioni minime sono una beffa: 1 euro e 90 centesimi in più al mese. Gran parte della manovra è rappresentata dagli stanziamenti per dare stabilità alla riduzione del cuneo fiscale del Governo Draghi.
La “Controfinanziaria” di Sbilanciamoci! ha tutto un altro segno e avanza 102 proposte per una Legge di Bilancio alternativa di poco più di 54 miliardi di euro. Tutte proposte concrete, sostenibili, che non causano altro debito per le casse dello Stato. È vero che ci sono nuove tasse, ma riguardano i super-ricchi e chi le tasse non le paga, oppure chi realizza extra-profitti come nel caso dell’industria militare. E poi ci sono tanti risparmi con i tagli alle spese militari, la cancellazione dei finanziamenti al Ponte sullo Stretto e ai Sussidi Ambientalmente Dannosi.
Con questa Controfinanziaria si portano benefici alle classi sociali più svantaggiate e al ceto medio: grazie alle maggiori risorse per il Servizio sanitario nazionale, per il diritto allo studio, per il reddito di cittadinanza e i fondi per la non autosufficienza. Allo stesso tempo, la manovra di Sbilanciamoci! assegna ingenti risorse alla transizione verde e al lavoro, con una politica industriale sostenuta dagli investimenti nella ricerca e dalla riconversione degli apparati produttivi, che rischiano di essere spazzati via dalla transizione digitale ed ecologica. E, poi ci sono le risorse necessarie per il trasporto pubblico locale (che la Legge di Bilancio targata Governo Meloni nega), per le comunità energetiche, per la lotta ai cambiamenti climatici.
Contro un’economia di guerra, con questa Controfinanziaria si disegna un’economia di pace fondata su un nuovo modello di sviluppo e sul disarmo, la giustizia sociale e i diritti, la sostenibilità ambientale. Si tratta di una sfida decisiva, di una scelta improrogabile e necessaria. Non è più il tempo dei rinvii, delle incertezze, delle ambiguità. Ora è il tempo di cambiare.
