Migranti senza confini nel Sahel
Il Sahel (in arabo, costa del Sahara) è una vasta area che si estende tra l’Oceano Atlantico e il Mar Rosso. Dei 14 Stati che lo compongono prenderemo in considerazione …
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Il Sahel (in arabo, costa del Sahara) è una vasta area che si estende tra l’Oceano Atlantico e il Mar Rosso. Dei 14 Stati che lo compongono prenderemo in considerazione …
Un terzo di secolo fa, a Torino, i migranti dalla Somalia, dall’Eritrea, dal Marocco, dal Senegal, diventarono centro di attenzione culturale, amministrativa, politica. I migranti non erano molti ma erano …
Invitiamo a firmare questo documento contro “il deprezzamento del senso e del valore della vita umana” e per l’Istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare sulle stragi nel Mediterraneo e sulle responsabilità di chi le favorisce con una gestione della politica disumana e criminale.
È di due giorni fa l’ultima strage annunciata. 117 le vittime del naufragio. La responsabilità, oltre che delle autorità libiche, è del Governo italiano e della sua guerra contro le ONG e la loro attività di salvataggio in mare in spregio della responsabilità istituzionale e del diritto internazionale.
Ci sono molti modi per contrastare una legge “disumana e criminogena” come il decreto Salvini. Quello istituzionale, opportunamente avviato da sindaci e amministratori, provocherà l’intervento della Corte costituzionale. Sono in gioco l’uguaglianza, la dignità delle persone, i diritti fondamentali di tutti.
Secondo la Procura di Ragusa soccorrere in mare, “senza autorizzazione”, i migranti integra il delitto di violenza privata nei confronti delle autorità italiane (costrette ad accoglierli). Siamo alla trasformazione della disobbedienza in violenza: contro il senso delle parole e lo stesso principio di legalità.
C’è in Olanda, all’Aia, una chiesa protestante in cui si celebrano ininterrottamente funzioni religiose dal 26 ottobre scorso. La ragione è semplice: evitare l’espulsione di una famiglia armena di due coniugi e tre figli.
Siamo un nonno e una nonna arrivati bambini a Torino dal Sud. Abbiamo conosciuto la discriminazione, ma anche la ricchezza dello scambio fra differenti culture. Per questo ci opporremmo attivamente alle norme del decreto Salvini. Non insegneremo a nostro nipote l’indifferenza e il rifiuto per i più deboli!
La campagna della Procura di Catania contro le ONG impegnate nel salvataggio in mare dei migranti continua. La nuova accusa è di «traffico di ingenti quantità di rifiuti», cioè degli «gli indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari». Siamo tornati agli “untori”. A quando la colonna infame?
I migranti irregolari impegnati in Italia nel settore agricolo sono oltre 400.000. L’irregolarità li espone a ogni forma di sfruttamento, agli abusi dei caporali, a condizioni di vita disumane. Non è eccessivo parlare di nuova schiavitù. Ciò, a lungo andare, ucciderà anche i diritti degli altri lavoratori.