Giovanni Vighetti vive a Bussoleno ed è esponente del Movimento No Tav. E' appassionato e conoscitore della montagna che frequenta in scialpinismo, mtb ed escursionismo.
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Il sito del “Corriere della Sera” ha lanciato una campagna per intitolare una via di Torino a Vittorio Valletta, presidente della Fiat nel secondo dopoguerra e autore di una dura repressione antioperaia. È un’altra tappa, dopo lo smantellamento di Fiat-Mirafiori, per dare a Torino una nuova identità rimuovendo il protagonismo delle tute blu.
«È vero che gli uomini sono fondamentalmente crudeli?». La domanda è il filo conduttore del drammatico e intenso romanzo “Atti umani” della sud coreana Han Kang: uno squarcio di luce sulle dittature militari del suo Paese e sul massacro di Gwangju, una strage a lungo negata, di cui ricorre in questi giorni il quarantennale.
Con Luis Sepúlveda se ne è andata parte di una generazione, un insieme di speranze, illusioni, impegno politico, sconfitte, resistenza. Perché Sepúlveda, oltre che romanziere e poeta capace di fare sognare con i suoi libri indimenticabili, è stato un esempio di coerenza e una memoria storica che non deve smarrirsi.
Rifiutando le misure alternative al carcere, Nicoletta si colloca in una tradizione di ribellione e coerenza tramandata da scrittori e poeti. Risuonano nel suo gesto, l’eco di Steinbeck e di Bruce Springsteen, di “Furore” e di “Ghost of Tom Joad”, e le ragioni di chi, opponendosi all’ingiustizia, viene criminalizzato.
Il probabile accordo di governo tra un M5S inadeguato e contradditorio e un PD che ha perso ogni rapporto con i suoi valori della sua storia ci eviterà anni di dominio della destra razzista di Matteo Salvini. Ma fino a quando? La risposta dipende dalla capacità della sinistra di ritrovare unità e voce.
Il voto del Senato sul TAV ha come oggetto il nulla. Sembra paradossale ma è così. Il progetto della Nuova linea Torino-Lyon semplicemente non esiste: manca la tratta nazionale francese e la tratta nazionale italiana è in piena confusione visto che il CIPE non ha mai approvato il progetto “low cost” sbandierato dal Governo Gentiloni.
L’ultraventennale vicenda dell’opposizione alla Nuova Linea ferroviaria Torino-Lione ha messo a nudo la realtà di un’informazione pilotata dalla proprietà dei grandi quotidiani. Fa, dunque, sorridere vedere il direttore di “Repubblica”, già alla guida della “Stampa”, ergersi a paladino della libertà di stampa.
Sulle pensioni, o meglio sui contributi versati dai lavoratori italiani, è stata caricata in questi anni una quota significativa del debito pubblico. Contemporaneamente si è presentata la previdenza come un grande sperpero. Il tutto per mettere impunemente le mani sulle risorse dei lavoratori.
Il Consiglio comunale di Torino si dichiara contrario alla linea alla Torino-Lione. Confindustria, Pd e Forza Italia insorgono e organizzano una marcia Si TAV. E i media “indipendenti”? Fanno da cassa di risonanza dei Si TAV omettendo dati e confronti. È la stampa, bellezza…