Giovanni Vighetti vive a Bussoleno ed è esponente del Movimento No Tav. E' appassionato e conoscitore della montagna che frequenta in scialpinismo, mtb ed escursionismo.
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Lo schieramento politico che sostiene il TAV cerca di accreditare l’alta velocità ferroviaria come alternativa al traffico su strada. Ma, intanto, vara il raddoppio del tunnel autostradale del Frejus (originariamente presentato come “doppia canna” di sicurezza). Questo o quello pari sono se servono a far cassa in danno della finanza pubblica.
Anche lo sport è stato segnato dall’orrore. Lo ricorda la storia di Arpad Weisz, allenatore del Bologna degli anni Trenta, esonerato per le leggi razziali, deportato e morto in un lager. Mentre altri, nel mondo del calcio, tradivano lo spirito di fratellanza che dovrebbe animare lo sport.
Che l’attentato alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 sia una «strage di Stato» lo afferma, oggi, anche una sentenza della magistratura. È la conferma di un giudizio storico ormai definitivo: le stragi degli anni ’70 e ’80 non furono fatti isolati ma tessere di una strategia unitaria neofascista avallata (se non ideata) dai nostri Servizi segreti.
Tra il 1964 e i primi anni ’70 l’Italia ha conosciuto tre tentativi di colpo di Stato: il «piano Solo» del generale De Lorenzo, il golpe bianco di Edgardo Sogno e quello di Junio Valerio Borghese. Impropriamente sono stati declassati a operette. Ma senza fare i conti con quegli eventi non si capisce un periodo decisivo della storia del Paese.
La vicenda di Autostrade e i suoi deludenti sviluppi hanno svelato i disastri delle privatizzazioni. È sempre più chiaro che privato è bello solo per l’interesse finanziario dei grandi gruppi economici. Ma è improbabile che lo colgano forze politiche dimostratesi in questi anni imprevidenti e subalterne alle lobbies economiche.
Il sito del “Corriere della Sera” ha lanciato una campagna per intitolare una via di Torino a Vittorio Valletta, presidente della Fiat nel secondo dopoguerra e autore di una dura repressione antioperaia. È un’altra tappa, dopo lo smantellamento di Fiat-Mirafiori, per dare a Torino una nuova identità rimuovendo il protagonismo delle tute blu.
«È vero che gli uomini sono fondamentalmente crudeli?». La domanda è il filo conduttore del drammatico e intenso romanzo “Atti umani” della sud coreana Han Kang: uno squarcio di luce sulle dittature militari del suo Paese e sul massacro di Gwangju, una strage a lungo negata, di cui ricorre in questi giorni il quarantennale.
Con Luis Sepúlveda se ne è andata parte di una generazione, un insieme di speranze, illusioni, impegno politico, sconfitte, resistenza. Perché Sepúlveda, oltre che romanziere e poeta capace di fare sognare con i suoi libri indimenticabili, è stato un esempio di coerenza e una memoria storica che non deve smarrirsi.
Rifiutando le misure alternative al carcere, Nicoletta si colloca in una tradizione di ribellione e coerenza tramandata da scrittori e poeti. Risuonano nel suo gesto, l’eco di Steinbeck e di Bruce Springsteen, di “Furore” e di “Ghost of Tom Joad”, e le ragioni di chi, opponendosi all’ingiustizia, viene criminalizzato.
Il probabile accordo di governo tra un M5S inadeguato e contradditorio e un PD che ha perso ogni rapporto con i suoi valori della sua storia ci eviterà anni di dominio della destra razzista di Matteo Salvini. Ma fino a quando? La risposta dipende dalla capacità della sinistra di ritrovare unità e voce.