Angelo Tartaglia è professore emerito di Fisica presso il Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia del Politecnico di Torino. Si occupa, tra l’altro, di impatto delle attività umane sull’ambiente, di effetto serra e di perturbazioni dell’atmosfera generate da immissioni di gas. Da anni è impegnato nell’applicazione della logica dei sistemi ai problemi trasportistici, con particolare riferimento al progetto delle ferrovie ad Alta Velocità. È consulente della Unione Montana Val Susa e del Comune di Torino sulle questioni del TAV.
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Nonostante il voto del Senato la realizzazione del Tav Torino-Lione è di là da venire. La commedia, passaggi parlamentari inclusi, continua senza che nulla cambi, il merito delle questioni è marginale e le decisioni vengono prese “per altri motivi”. Ma, prima o poi, i fatti prevarranno sulle ideologie e sugli interessi.
Nuove ragioni si aggiungono a quelle di sempre contro la Torino-Lione: dai risultati dell’Analisi costi e benefici alla mancanza del finanziamento necessario, secondo l’accordo Italia-Francia del 2012, per iniziare l’opera. C’è quanto basta perché la trattativa che si apre porti all’abbandono dell’opera.
Per la Torino-Lione è arrivato il tempo delle fantasie e delle “scommesse”. C’è chi evoca una nuova “via della seta” e chi preannuncia frotte di sciatori internazionali in arrivo alla stazione internazionale di Susa (distante decine di chilometri dalle piste). Purché ciò avvenga con denaro pubblico.
Nessuna crescita materiale indefinita è possibile in un ambiente finito. La convivenza con questo limite materiale non flessibile richiede un cambio di paradigma in cui si persegua uno stato stazionario a un livello adeguato. Non tenerne conto produce gli esiti devastanti che sono sotto gli occhi di tutti.
L’insistenza sulla Nuova linea ferroviaria Torino-Lione, nonostante la sua conclamata inutilità e i costi insostenibili, ha una natura tutta ideologica, quasi “religiosa”: una idolatria che incorpora un modello di economia e di sviluppo fondato su dogmi, per definizione indiscutibili.