Angelo Tartaglia è professore emerito di Fisica presso il Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia del Politecnico di Torino. Si occupa, tra l’altro, di impatto delle attività umane sull’ambiente, di effetto serra e di perturbazioni dell’atmosfera generate da immissioni di gas. Da anni è impegnato nell’applicazione della logica dei sistemi ai problemi trasportistici, con particolare riferimento al progetto delle ferrovie ad Alta Velocità. È consulente della Unione Montana Val Susa e del Comune di Torino sulle questioni del TAV.
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Nessuna crescita materiale indefinita è possibile in un ambiente finito. La convivenza con questo limite materiale non flessibile richiede un cambio di paradigma in cui si persegua uno stato stazionario a un livello adeguato. Non tenerne conto produce gli esiti devastanti che sono sotto gli occhi di tutti.
L’insistenza sulla Nuova linea ferroviaria Torino-Lione, nonostante la sua conclamata inutilità e i costi insostenibili, ha una natura tutta ideologica, quasi “religiosa”: una idolatria che incorpora un modello di economia e di sviluppo fondato su dogmi, per definizione indiscutibili.