Chiara Sasso vive e lavora in Val Susa ed è naturalmente impegnata nel Movimento No Tav. Attiva nel mondo dell'ambientalismo, è tra i fondatori del Valsusa Filmfest e fa parte del coordinamento della Rete dei Comuni solidali (Recosol). Presidente della Fondazione "E' Stato il Vento", è autrice di numerosi libri su temi sociali e ambientali tra cui Riace, terra di accoglienza (Edizioni Gruppo Abele, 2012), Trasite, favorite. Grandi storie di piccoli paesi. Riace e gli altri (Carta/Intra Moenia, 2009) e Le mucche non mangiano cemento. Viaggio tra gli ultimi pastori di Valsusa e l'avanzata del calcestruzzo (con Luca Mercalli, SMS, 2004).
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Il nuovo sindaco di Riace, che aveva promesso di “far rinascere” il paese all’insegna della “legalità e della trasparenza” era, in realtà incandidabile ed è stato dichiarato decaduto dal Tribunale di Locri. Circostanza non trascurabile per un piccolo centro della Locride, il ricorso al tribunale è stato (quasi) tutto al femminile.
La storia di Condove, paese della bassa Val Susa, è stata, per tutto il secolo scorso, intrecciata con quella delle “Officine Moncenisio”, luogo non solo di produzione ma anche di straordinario protagonismo dei lavoratori. Oggi la vicenda della “Monce” diventa un film “dal basso” con la partecipazione di tutto il paese.
È successo tutto in un giorno, a metà settimana, nel mese di ottobre. I laboratori a Riace sono stati aperti. Gli operatori si son messi a spazzare davanti alle porte, i vetri sono stati lavati, tolta la polvere accumulata in un anno. Riace rivive. Grazie al sostegno di molti cittadini e di tante associazioni che ci hanno creduto.
Caulonia dista da Riace meno di 20 chilometri. Lì, così vicino e così lontano, Domenico Lucano ha vissuto i suoi 11 lunghi mesi di esilio impostogli dai giudici di Locri. Circondato – e non era per nulla scontato – da un affetto popolare straordinario. Questa “lettera aperta” al titolare della pizzeria “da Mimmo” ne è una testimonianza.
Chi si stupisce perché a Riace ha vinto la Lega sottovaluta gli effetti della delegittimazione, dell’arresto e poi dell’“esilio” di Lucano e, soprattutto, del mancato versamento da parte dello Stato dei contributi per ben due anni di accoglienza, che ha riportato nel paese povertà, abbandono e sfiducia. Ma ora si ricomincia…
Il Valsusa Filmfest è giunto alla XXIII edizione e si presenta con un programma ampio e articolato ispirato al libro di Bruno Arpaia “Qualcosa, là fuori”. Tra i primi eventi l’incontro tra la comunità valsusina e Vandana Shiva che ha lanciato un forte messaggio per la vita di tutti e contro le grandi opere.
Finalmente, dopo quasi sei mesi, Lemlem, la compagna di Domenico Lucano, è libera, grazie alla decisione della Cassazione che ha annullato senza rinvio la misura cautelare applicata nei suoi confronti dal gip di Locri. Resta tanta amarezza. Intanto, Lucano resta ancora soggetto al divieto di fare rientro a Riace.
Da sette anni, a Cagliari e in diversi comuni vicini, c’è un piccolo festival intitolato a Fabrizio de André. Un viaggio tra la gente, le storie, i luoghi che in qualche modo ne ricordano i temi. Quest’anno si è parlato soprattutto di Riace. Ma nella consapevolezza che Riace e Cagliari sono una proiezione del mondo.
Mentre si erigono muri volti a difendere fragili identità culturali fondate sull’intolleranza, costruire una scuola e insegnare a sognare è un atto di sfrontata apertura, un’ipotesi di speranza senza riserve in un altrove che, se desiderato e inseguito con volontà e determinazione, può risultare possibile. A Venaus si può.
«È stato il vento»: così iniziano spesso i racconti di Domenico Lucano sulla storia dei progetti a Riace. Il vento che ha spinto quel veliero carico di curdi sulla spiaggia del piccolo paese ionico. Ora la scommessa continua: con un Comitato e poi con una Fondazione per far ripartire i progetti, riaprire le botteghe…