Daniele Poto, giornalista sportivo e scrittore, ha collaborato con “Tuttosport” e con diverse altre testate nazionali. Attualmente collabora con l’associazione Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Ha pubblicato, tra l’altro, Le mafie nel pallone (2011) e Azzardopoli 2.0. (2012).

Contenuti:

Qatar, il finto centro del mondo sportivo

Il Qatar è il centro motore dello sport mondiale? Questo sembrano dire la recente ospitalità dei mondiali di atletica 2019 e quella, programmata per il 2022, dei mondiali di calcio. Il tutto con uno stravolgimento delle condizioni climatiche delle gare e delle date di svolgimento delle competizioni nazionali. Sono i soldi, bellezza!

Nel basket conta chi paga

Lo sport globalizzato obbedisce sempre più al business e al marketing più che a ragioni “olimpiche”. Oggi tocca in Italia alla nazionale di basket che torna, dopo molte occasione perdute, ad affacciarsi ai mondiali cinesi. Subito dopo le convocazioni i suoi “gioielli” che militano della Nba cominciano a sfilarsi.

Una povera Italia nel Tour de France

Il Tour de France mette impietosamente alla luce l’irreversibile decadenza del ciclismo italiano. La competitività degli azzurri (buffo chiamarli così, dato che obbediscono a squadre multinazionali) è ristretta a a due comprimari di classifica: l’eterna promessa Fabio Aru e il campione che fu Vincenzo Nibali.

Un new deal per il tennis italiano?

C’è nel tennis italiano un curioso sali e scendi: declina la generazione al femminile che ci aveva fatto vivere pagine gloriose mentre sembra risalire la versione al maschile. Intanto, in una disciplina che vive sopra le proprie possibilità, Torino si aggiudica a partire dal 2021 l’ATP Finals. Se son rose fioriranno.

Grandi eventi per piccoli stadi

Il Governo ha rilanciato la possibilità che l’Italia ospiti grandi eventi dello sport. Ma il nostro Paese ha un’impiantistica sportiva vecchia e superata. L’ultima generazione di stadi è quella sfornata per Italia ’90 e i club professionistici del calcio non vogliono o non possono seguire l’esempio della Juventus.

Plusvalenze, il doping del calcio

Le società calcistiche di serie A, B e C hanno accumulato 4 miliardi di debiti, che vengono occultati con trucchi contabili e facendo ricorso al meccanismo delle plusvalenze, ovvero alla valutazione sovradimensionata dei giocatori. La cosa è tollerata da tutti ma, intanto, il sistema è a rischio implosione.