Piero Bevilacqua, già professore di storia contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, è scrittore, saggista e politico.

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Una Norimberga per il Governo di Israele

In Palestina Israele, con l’appoggio incondizionato dell’Occidente, sta consumando l’annientamento di un popolo, senza fermarsi neppure di fronte ai bambini. Nessun peso, almeno nell’immediato, ha il diritto internazionale, costretto a cedere alle ragioni del più forte. Occorre un nuovo processo di Norimberga, un grande evento politico e di testimonianza, capace di diventare un archivio permanente del genocidio in corso.

Gaza e Ucraina: va in scena il suicidio dell’Europa

Le classi dirigenti europee stanno consumando un suicidio politico ed economico. La prosecuzione della guerra in Ucraina “fino alla vittoria” e il massacro senza fine a Gaza e in Cisgiordania sono coerenti alla politica imperiale degli Stati Uniti ma condannano l’Europa all’irrilevanza esterna mentre, nei singoli Stati, deperisce la democrazia e crescono la repressione del dissenso e la manipolazione dell’informazione.

Cambiare rotta, una volta per tutte

Il risultato delle europee deve essere la base fondativa di una nuova strategia della sinistra radicale. Si può fare politica in tanti modi, anche senza sbocchi elettorali. Ma se si segue questa via non ci si può rassegnare a reiterare sconfitte. Occorre, al contrario, progettare sin da ora alleanze per la cacciata di questo governo, per impedire la catastrofe di una nuova rovinosa legislatura Meloni e segnare una possibile svolta.

Paolo Mieli e il razzismo democratico dell’Occidente

Fra le novità di questi due anni di guerra, in Ucraina e a Gaza, spicca in Italia la piccola guerra psicologica condotta da un gruppo di giornalisti per intimorire coloro che deviano dalla versione dominante. Tra questi Paolo Mieli dimentico, nonostante l’autodefinizione di storico, della storia palestinese e incapace finanche di una parola di pietà per le vittime innocenti dei bombardamenti su Gaza.

Lettera agli “amici” di Israele

Sono molti gli “amici” di Israele che operano per negargli ogni possibilità di pace oggi e in futuro: tra gli altri le comunità ebraiche, i politici che si oppongono al cessate il fuoco, i socialisti europei, il Governo italiano. Ad essi pongo una domanda: ma pensate davvero che, con le sue scelte di distruzione del popolo palestinese, Israele costruisca uno Stato sicuro e in pace e non alimenti invece un crescente antisemitismo?

Elogio del boicottaggio

Tra le cause della crisi politica in atto ci sono l’affievolimento e la perdita di efficacia del conflitto sociale, determinati dalla crescente impermeabilità della controparte ai danni prodotti dalle forme tradizionali di lotta. Occorrono, dunque, modalità diverse di mobilitazione, a cominciare dal sabotaggio, da ridefinire, nella società dei consumi, in un quadro di consapevolezza strategica più ampio.

A che serve un “sindaco d’Italia”?

Si dice “democrazia decidente” ma si pensa a una svolta conservatrice e autoritaria. È questo che sta dietro all’evocazione di un presidente investito con elezione diretta, di un “sindaco d’Italia”, di una sorta di capo azienda. Infatti i primi decenni dell’Italia repubblicana, ricchi di riforme profonde e incisive, sono lì a dimostrare che non esiste alcun nesso necessario tra stabilità dei Governi e processi riformatori.

Piccoli segnali di una nuova stagione politica

Abbiamo i fascisti al governo. Ma ci sono anche fatti nuovi e l’apertura di fronti di lotta inediti: dal cambio al vertice del Pd (non insignificante seppur tutto da decifrare e verificare) alla stagione referendaria ormai in corso. Occorre una regia unitaria. Un segnale può venire dal tavolo di lavoro varato dall’assemblea del 22 aprile promossa della Rete dei numeri pari alla Casa internazionale delle donne di Roma.