Il rischio di una guerra nucleare è serio e sta bruscamente crescendo. È necessario che le voci più illuminate si alzino per fermare una catastrofe che si avvicina.
Negli anni ‘80, consapevoli della gravità di questo rischio, Ronald Reagan e Michail Gorbaciov, anche sotto pressione europea, hanno firmato una serie di accordi tra USA e Unione Sovietica, per contenere il rischio. Cruciale è stato il trattato sulle forze nucleari a medio raggio (INF), quelle più rischiose per l’Europa, perché permettono uno scambio nucleare senza la distruzione totale reciproca delle superpotenze. Il trattato ha portato all’eliminazione di 2692 missili e a un abbassamento sostanziale del rischio e delle tensioni internazionali.
Questo trattato è stato annullato, inizialmente dagli Stati Uniti nel 2018, e oggi la NATO ha deciso di schierare nuovamente in Germania missili che erano proibiti dal trattato INF. Le grandi potenze giocano sulla pelle di noi europei con il fuoco (nucleare).
La decisione contribuisce ad alzare bruscamente le tensioni internazionali, già altissime, e ad avvicinare in maniera sconsiderata il rischio di una catastrofe. Come sempre, dall’una e dall’altra parte, la colpa viene attribuita interamente alla parte avversa. I nostri governanti, invece di adoperarsi per risolvere in modo ragionevole e consensuale i problemi del mondo, ci stanno gettando nello stesso avventurismo bellicoso che ha portato in passato alle guerre più catastrofiche.
Con questo appello lanciamo un preoccupato allarme perché la scelta di ritornare a schierare euromissili da tempo banditi è di una gravità assoluta. L’opinione pubblica non ha sufficientemente percepito il pericolo che si profila. Con i nuovi missili ipersonici la situazione può sfuggire di mano anche per un semplice errore e le decisioni di rappresaglia nucleare vengono prese in una manciata di secondi.
L’uso delle armi atomiche è immorale come pure il possesso, perché un incidente o la pazzia di qualche governante può distruggere l’umanità, come sottolinea Papa Francesco che invita a riflettere sulle parole di Albert Einstein: «La quarta guerra mondiale si farà con i bastoni e con le pietre».
Oggi in gioco c’è il rischio di una guerra nucleare sempre più vicina con la decisione della Nato di schierare nuovamente gli euromissili entro il 2026. Siamo all’inizio di un’escalation in quanto la Russia agirà di conseguenza.
È responsabilità di ciascuno di noi prendere posizione e chiedere ragionevolezza. Facciamo sentire la nostra voce prima che i nuovi euromissili vengano installati.
17 luglio 2024
Domenico Gallo – giurista
Fiorella Mannoia – cantante e attrice
Alessandro Marescotti – mediattivista
Giovanni Ricchiuti – arcivescovo
Carlo Rovelli – fisico
Alex Zanotelli – missionario
Prime adesioni:
Maurizio Acerbo (segretario Rifondazione Comunista), Roberto Aguzzi (Sindaco di Landriano, provincia di Pavia), Alessandra Algostino (docente di Diritto costituzionale, Università Torino), Gianni Alioti (esperto di disarmo e spese militari, già sindacalista CISL), Umberto Allegretti (costituzionalista), Preneste Anzolin (Comitato per la pace di Taranto), Angela Barbanente (urbanista), Elena Basile (Ambasciatrice a riposo), Norma Bertullacelli (Ora di silenzio per la pace, Genova), Piero Bevilacqua (saggista, già professore di Storia contemporanea presso l’Università La Sapienza di Roma), Michele Boato (direttore dell’Ecoistituto del Veneto “Alex Langer” e della rivista Gaia), Patrick Boylan (già professore di Inglese per la Comunicazione Interculturale all’Università “Roma Tre”, redattore di PeaceLink, Pressenza e L’Indipendente), Massimo Castellana (ecoattivista dell’associazione Genitori Tarantini), Sergio Colombo (Comitato intercomunale per la Pace della provincia di Milano), Teresa Crespellani (ingegnera, docente di Geotecnica, esperta di tecniche statistiche e probabilistiche), Adriana De Mitri (nodo PeaceLink di Lecce), Roberta De Monticelli (filosofa), Tonio Dell’Olio (sacerdote, giornalista e attivista per la nonviolenza), Giuliana Dettori (già ricercatrice ITD-CNR), Ida Dominijanni (giornalista, saggista e filosofa), Luigi Ferrajoli (giurista ed ex magistrato italiano, filosofo del diritto), Enzo Ferrara (presidente Centro Studi Sereno Regis, Torino), Ermete Ferraro (presidente Movimento Internazionale Riconciliazione), Valerio Gennaro (medico ed epidemiologo), Letizia Gozzini (docente di Lettere, figlia di Giuseppe Gozzini, il primo obiettore di coscienza cattolico in Italia nel 1962), Elisabetta Grande (americanista, docente di Sistemi giuridici comparati presso l’Università del Piemonte orientale), Claudio Grassi (fondatore dell’Associazione “Il coraggio della pace”), Lorenzo Guadagnucci (giornalista), Paolo Guglielminetti (Portavoce Rete Radié Resch), Franco Ippolito (giurista, presidente Fondazione Lisli e Lelio Basso), Luca Kocci (docente, scrittore e redattore dell’agenzia stampa Adista), Sergio Labate (professore di Filosofia teoretica presso l’Università di Macerata), Raniero La Valle (pacifista storico, già deputato e senatore), Ferdinando Laghi (medico), Vittoria Longoni (coordinatrice del gruppo Libr@rsi della Casa delle Donne di Milano), Rosella Luchetti (Comitato Empoli per la Pace), Silvia Manderino (Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, vicepresidente), Antonio Mazzeo (docente, attivista per la pace ed esperto di armamenti), Alessandra Mecozzi (Presidente Associazione cultura è libertà), Flavio Meniconi (docente presso il Conservatorio Martini di Bologna), Fabrizio Mollo (professore di Archeologia Classica, Università di Messina), Gian Giacomo Migone (ex Presidente Commissione Esteri del Senato), Eduardo Missoni (docente universitario di salute globale), Tomaso Montanari (storico dell’arte, rettore dell’Università per stranieri di Siena), Marco Montemagni (ex Assessore della Regione Toscana e attivista del Forum per la Pace della Versilia), Pierangelo Monti (Movimento Internazionale Riconciliazione, Ivrea), P. Gian Battista Moroni (Missionario Comboniano, Cavallino Lecce), Antonello Murgia (coordinatore regionale ANPI della Sardegna), Daniele Novara (pedagogista), Guido Ortona (docente ordinario di Politica economica Università del Piemonte Orientale), Elio Pagani (obiettore di coscienza alla produzione bellica), Giuliana Palermo (già docente di lettere, Comitato per la Pace di Taranto), Vittorio Pallotti (Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale), Valentina Pazé (politologa, docente di Filosofia politica presso l’Università di Torino), Marta Petrusewicz (docente di Storia moderna, Università della Calabria), Enrico Peyretti (attivista della nonviolenza e storico della pace), Savino Pezzotta (già segretario della CISL e deputato), Livio Pepino (giurista, presidente Volere la Luna), Gianmarco Pisa (operatore di pace, impegnato in iniziative e progetti di ricerca-azione per la trasformazione dei conflitti), Michele Riondino (attore e Regista), Elvira Rosa (insegnante di Palermo pensionata, socia fondatrice dell’associazione Nazionale Governo di lei), Vauro Senesi (vignettista, scrittore e opinionista), Enzo Scandurra (urbanista, già professore di Urbanistica presso l’Università La Sapienza di Roma), Salvatore Settis (archeologo e storico dell’arte), Patrizia Sterpetti (WILPF Italia), Gabriella Taddeo (portavoce gruppo ECOFEM), Gabriella Tanturri (Torino, Associazione italiana donne medico), Maria Adele Teti (docente di Urbanistica, facoltà di Architettura, Università di Reggio Calabria), Gianni Tognoni (segretario Tribunale permanente dei Popoli), Laura Tussi (scrittrice e giornalista), Cinzia Zaninelli (presidente dell’associazione Genitori Tarantini).
L’appello è su www.peacelink.it/noeuromissili
