Macron: una disfatta che apre una crisi di regime

Dopo l’elezione a “sorpresa” del 2027 il disegno politico del presidente Macron è progressivamente fallito fino alla disfatta nelle elezioni legislative di luglio. Oggi il Parlamento diviso in tre parti e il Paese è ingovernabile. Macron ha reagito negando l’incarico di primo ministro al Nouveau Front Populaire, vincitore delle elezioni: una scelta che ribalta le prassi costituzionali e rivela una crisi di regime forse irreversibile.

I falò di Parigi e il semipresidenzialismo

La lezione dei falò di Parigi è chiara. Privo di una maggioranza parlamentare Macron impone le sue scelte con decreto, ricorre alla forzatura, umilia il Parlamento, chiude gli spazi del dialogo. Scelta di un presidente tecnopopulista ma, anche, portato di un semipresidenzialismo che è, ovunque, insidioso e che in Italia la destra persegue sol per archiviare la repubblica parlamentare prodotta dall’antifascismo.

Giorgetti, Draghi e il semipresidenzialismo all’italiana

Politici e giornalisti vanno pazzi per il semipresidenzialismo alla francese, magari intrecciato con la variante Giorgetti. A torto. Il modello, infatti, è impraticabile a Costituzione invariata e politicamente pericoloso perché disincentiva la partecipazione, marginalizza ulteriormente il Parlamento ed esalta la tendenza, già così diffusa, ad affidarsi a “uomini della provvidenza”.