Sarah Kane e il presagio di quel che siamo diventati

La rappresentazione, al Teatro delle Passioni di Modena, di una nuova versione di “Crave”, a quasi trent’anni dal suicidio di Sarah Kane, precipitano lo spettatore in un conflitto che non consente negoziazioni: il conflitto che ha travolto l’autrice, incapace di superare un doppio trauma: il fardello di una atroce nevrosi e il raccapriccio per il presagio di quel che saremmo diventati nel successivo venticinquennio.