La riforma della giustizia: le parole e la realtà

La riforma della giustizia varata dal Senato non ha nulla a che fare con la razionalizzazione e lo sveltimento dei processi e con la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri (di fatto già esistente). È, piuttosto, il rovesciamento del progetto costituzionale del “potere diviso” e del controllo di legalità anche sull’esercizio dei poteri pubblici. È questa, aldilà delle suggestioni, la posta in gioco del prossimo referendum.

Riformare la giustizia o scardinare la democrazia?

Si scrive “primo via libera alla riforma costituzionale della separazione delle carriere dei magistrati”. Ma, in realtà, di quella separazione (peraltro già in atto), neppure si parla. I temi sono altri: la duplicazione dei Consigli superiori, l’Alta corte di giustizia, la composizione e il sorteggio dei loro membri. Tutti strumenti per indebolire l’indipendenza di giudici e pubblici ministeri e l’equilibrio dei poteri.

La parabola della salute in Italia

“Salute per tutti”, il titolo dell’ultimo libro di Chiara Giorgi, è un ottimo punto di osservazione per ricostruire la vicenda della sanità nel nostro Paese dall’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (1978) alla controriforma del 1992 e all’ulteriore abbandono fino ai giorni nostri. È una parabola da conoscere anche per cogliere che i diritti non sono elargizioni calate dall’alto, ma conquiste sempre a rischio.