Come si costruisce il nemico, ovvero l’“avversario invisibile”
In ogni società democratica c’è un paradosso: si proclama l’inclusione, ma si pratica l’esclusione. A partire dal linguaggio, tra le cui operazioni simboliche c’è la costruzione del nemico. Non il nemico esplicito, dichiarato, evidente. Ma l’“avversario invisibile”, costruito attraverso la ripetizione, la vaghezza, la paura, e più comodo della verità.
