La lezione dell’atletica: italiano è chi vuole esserlo

C’è un messaggio contrario a quello, orribile, del mezzo milione di voti presi dal generale Vannacci. Viene dagli europei di atletica leggera di Roma dove oltre la metà delle molte medaglie conquistate dagli atleti italiani è di “non autoctoni” (nati altrove o da genitori provenienti da altri continenti). L’atletica manda un segnale chiaro alla politica: italiano è chi vuole esserlo.

Oltre l’eurocentrismo: la lezione dello sport

Nei recenti mondiali di atletica di Budapest sono andate a medaglia ben 48 nazioni. Kenya, Etiopia e Uganda sono, in questa graduatoria, davanti all’Italia e ci sono, nell’elenco, Qatar, Grenada, Porto Rico, Pakistan, Isole Vergini, Botswana, Venezuela, India, Burkina Faso, Bahrein e via elencando. La cosa vale anche per gran parte delle altre discipline. Almeno nello sport l’eurocentrismo è finito.

Il futuro giovane dello sport italiano

Lo sport in generale non gode, in Italia, di ottima salute ma quello giovanile lascia ben sperare per il futuro (almeno per l’Olimpiade del 2024 se non per la prossima): nel tennis, nell’atletica e nel nuoto ma ancor più negli sport di squadra, dal calcio alla pallanuoto, dal basket alla pallavolo (sia maschili che femminili).