L’Alta Felicità del popolo no Tav

Ancora una volta in Valle di Susa, al Festival dell’Alta Felicità. Non si erano mai viste generazioni così diverse dare vita a una gigantesca foresta di Sherwood impegnata contro la follia del Tav, il dio denaro, la guerra. Non uno spintone. Risse per ubriachi molesti, zero. Malori per sostanze varie, zero. Spacciatori di droghe pesanti, zero. Polizia, zero. Solo i grandi giornali e i tg non se ne sono accorti e hanno parlato d’altro.

Tre giorni di Alta Felicità

Arrivano da tutta Italia con la tenda e lo zaino. Sono 30-40.000. Molti si iscrivono nella ciurma per dare una mano. Così, accanto agli storici del movimento, ci sono ragazzini che, prima di immergersi nei concerti, aiutano a testa bassa in cucina. È il festival dell’Alta Felicità, contro il TAV e l’individualismo, dove non solo gli abbracci sono gratis. Che continua alla grande. Nonostante i tentativi di fermarlo.

Tav in Valsusa: la Felicità fa rumore

Il Festival ad Alta Felicità ha compiuto otto anni. E ha fatto più rumore che mai. Decine di migliaia di persone sono arrivate a Venaus per stare insieme, per seguire concerti, per assistere e partecipare a dibattiti e, soprattutto, per dire che questo mega tunnel inutile e dannoso va fermato. L’establishment ha cercato in molti modi di fermarlo ma è riuscito solo a rendere il popolo no Tav più numeroso e determinato.

Venaus (Val Susa): Festival Alta Felicità

Il Festival Alta Felicità di Venaus compie quattro anni. La piccola Woodstock valsusina organizzata dal Movimento No TAV ha raggiunto nel 2018 le 50.000 presenze e quest’anno si propone di superarle per dire ancora una volta tutti insieme – giovani, musicisti, cantanti, scrittori, intellettuali, montanari – che il TAV è vecchio e inutile.

Alta felicità in Val Susa

Cos’è un Festival Alta Felicità nella Valle che si vorrebbe devastare con un treno ad alta velocità? Un sogno, una provocazione, un impegno, un incontro di artisti, scrittori, attori, persone venute da ogni luogo per portare qualcosa e che ritornano a casa portando con sé qualche ragione in più per sostenere una lotta popolare come quella No Tav.