
Metà dei pazienti non vaccinati rifiuta terapie indispensabili, cresce la mortalità di malati che potevano essere salvati. Prima di ora non avevo notizia di persone che rifiutano assistenza e cura medica in punto di morte in un reparto di terapia intensiva. Non per un superiore motivo religioso, ma per sfiducia totale verso la medicina. Pur soffocando, respingono i respiratori e la semplice fleboclisi.
La forza della loro negazione viene da una controfede: niente è vero. È la forma attuale di nichilismo, fenomeno nato in Russia nella seconda metà dell’ottocento, dispregiatore della morale. Dostojevskij lo scrisse nel romanzo “I Demoni”. Nietzsche lo ha allargato all’abrogazione di ogni fede.
Il termine fondato sul latino “nihil”, niente, ha il fascino dell’annientamento e comporta un sentimento di superiorità. Chi si vaccina e adotta misure sanitarie è la vittima credulona di un raggiro. La posizione nichilista è inespugnabile. Non ammette obiezione e verifica. I dati a disposizione sono falsi insieme alla versione ufficiale della realtà.
È la più insidiosa forma di dissociazione dell’età moderna. Non postula insurrezioni, non è misurabile sulle esigue presenze in manifestazioni pubbliche. Comporta un arrocco fisico individuale, la difesa a oltranza di qualunque ingerenza nel proprio organismo. È un “giù le mani” di chi sente minacciata la propria integrità.
Lo si denuncia per egoismo, ma di fronte alla morte accettata in un reparto di terapia intensiva, la spiegazione non regge.
La negazione della medicina è parte di una più vasta diffidenza verso le scienze. La convinzione che la terra sia piatta è sembrata una bizzarria. È invece spirito di contraddizione elevato a potenza.
È repressa volontà di potenza, sintomo di un surriscaldamento globale della materia grigia nel cervello. Allo stato attuale non ci sono antidoti.
Pubblicato l’ 11 gennaio 2022 sul sito web della Fondazione Erri De Luca col titolo Nihil

La negazione è più facile , non richiede ragionamento , responsabilità e prove.
Gentile Erri De Luca, non ho trovato dati a sostegno della frase d’attacco del suo articolo: “Metà dei pazienti non vaccinati rifiuta terapie indispensabili”. Può indicare quali sono le fonti di questa affermazione?
Pare che il suo breve testo sia caduto nella generalizzazione più scontata e diffusa da tanti mezzi di comunicazione attuali. Lei imputa al pensiero dei non vaccinati (come se ciò fosse lontanamente possibile, ricomprendere tutti i non vaccinati in un’unica entità, della quale lei interpreterebbe il pensiero unico!) l’asserzione “i dati a disposizione sono falsi insieme alla versione ufficiale della realtà”. Devo dire che diverse “rassicurazioni”, non solo in campo sanitario, di questi ultimi due anni, hanno lasciato il posto a clamorose smentite; prima tra tutte l’assoluta irrilevanza di interventi strutturali sulla sanità, tornata presto ad essere Cenerentola del bilancio dello Stato.
Anche sui temi politici su cui più si è applicato ha cambiato posizione allo stesso modo? Chiedo, perchè ricordavo un Erri De Luca che commentava la Piazza Sì-TAV di Torino come “fatta di governo, ditte, ministeri e mafia”. Anche in quell’occasione una visione nichilista nella quale tutti i dati erano falsi e la versione ufficiale non risponde alla realtà?
Mi sembra una posizione un più ideologica che concreta. I numeri ufficiali ci sono e sono chiari, ma solo per chi li legge direttamente dalla fonte invece di guardare i giornali ed idolatrare i TG. Di giovani sino a 29 anni ne sono morti, in due anni, 115 (58 all’anno), 3,4ppm annue su 16,7 milioni di ragazzi (dati ISS). Di questi una porzione del 97,1% erano afflitti, in media, da 3,7 altre patologie. I sani erano il 2,9%, ovvero statisticamente un totale di 3 persone decedute in due anni. La letalità da vaccino dichiarata da AIFA è 7,2ppm, ovvero di 120 persone all’anno per ogni puntura. Vogliamo salire di età? Sono 1.700 i morti, in due anni, della fascia sino a 49 anni, meno di quante persone muoiano in Italia ogni giorno. Ovvio che con questi numeri ci sia chi, come me, avanzi dei dubbi sull’assoluta priorità delle vaccinazioni. Più che di nichilismo parlarei di marcato pragmatismo nei dissidenti (come me) e di ingenuità in chi continua a rifiutarsi di guardare i numeri totali e si limita e contare le tarapie intensive celebrate quotidianamente. Gli altri 60 mililoni di cittadini si devono annichilire (eccolo il nichilismo) di fronte all’82% di letti liberi e al grido “e se succedesse qualcosa?” Dovremmo, prima di dare del nichilista (vulgo cretino) a chi non si adegua alla narrazione main stream, cercare di fare un confronto aperto e sincero. Sarebbe questo l’antidoto, è per questo che la maggior parte della gente preferisce giudicare.