La storia attuale e quella del Novecento sono segnate da un lungo elenco di Stati privati della propria autonomia e libertà di scelta e saccheggiati dai due imperialismi principali, quelli di Russia e America (ai quali si è ormai aggiunto quello cinese che opera più sotto traccia ma non è meno invasivo e pericoloso). È ancora una conseguenza della “guerra fredda” che ha originato gran parte degli attuali conflitti. Ciò perché le due super potenze nucleari, nel momento in cui hanno preso atto di non potersi affrontare direttamente, consapevoli che il conflitto atomico avrebbe portato a una totale e irreversibile distruzione planetaria, hanno incrementato lo scontro indiretto con una serie di guerre “locali” o per corrispondenza al fine di impedirsi reciprocamente l’allargamento dell’area di influenza
Un esempio, particolarmente significativo e violento, è dato dal golpe del 1954 pianificato dalla Cia in Guatemala, paese vittima di un mortale intreccio tra gli interessi geopolitici della Guerra Fredda e quelli economici e commerciali legati alla produzione della banana. Il termine “Repubblica delle banane” ha un valore negativo e sta a indicare malgoverno e corruzione, e la storia dello sfruttamento intensivo di questo frutto, che è la bacca del banano, si intreccia con quella del Guatemala vittima collaterale della guerra fredda tra l’imperialismo americano e quello all’epoca ancora sovietico per il controllo geopolitico del globo.
Il golpe del giugno 1954 in Guatemala, una delle prime azioni criminali organizzate dalla Cia, fu determinata dal feroce anticomunismo dell’America (nei primi anni Cinquanta in pieno maccartismo) che, con la repressione di chiunque manifestasse militanza o simpatie filocomuniste colpì le organizzazioni sindacali, il Cpusa (acronimo del Partito Comunista Americano) e tutto l’ambiente culturale: attori, registi scrittori, giornalisti di sinistra o comunque progressisti furono emarginati o licenziati. Il maccartismo, una delle pagine più buie dell’America, meriterebbe un approfondimento a parte ma, in questo breve accenno, non si può fare a meno di ricordare che Walt Disney fu uno stretto collaboratore dell’Fbi, spiò e denuncio molti attori e come lui agirono Ronald Reagan e John Wayne, mentre Humphrey Borgart e Katrin Hepburn manifestarono contro l’Huac la commissione d’inquisizione contro le “attività antiamericane”.
Un difficile percorso verso la democrazia era iniziato nel Guatemala nel 1944 con la caduta della dittatura militare e l’elezione di Juan Jose Arévalo, che introdusse importanti elementi di partecipazione popolare, ma la svolta significativa arrivò con la successiva elezione nel 1951 di Jacobo Arbenz Guzman. Arbenz non era un comunista ma un liberale che attuò una necessaria riforma agraria per la distribuzione di terre ai contadini maya, nazionalizzando alcuni territori in cui operava la United Fruit Company (Ufc), e legalizzò il Partito Guatemalteco del Lavoro di ispirazione comunista.
La riforma agraria era vista come il fumo negli occhi dalla compagnia americana, multinazionale della frutta, la cui storia è segnata da un brutale sfruttamento dei contadini e dalla rapina dei territori più fertili di tutta l’America Centrale per riconvertirli alla produzione della banana. L’Ufc non ammetteva alcuna limitazione al proprio strapotere e già nel dicembre 1928 nella città di Ciénaga in Colombia, centinaia di operai della raccolta delle banane in lotta per migliori condizioni di vita e di lavoro, furono massacrati dall’esercito su sua indicazione e pressione. E l’United Fruit Company (quella della banana Chiquita) non ebbe difficoltà a fare pressioni sul Governo americano per intervenire in Guatemala anche perché tra i suoi maggiori azionisti figuravano i fratelli Dulles, ossessivamente anticomunisti, uno dei quali era Segretario di Stato degli Stati Uniti e l’altro direttore della Cia. La legalizzazione di un partito comunista in quello che gli Usa ritenevano (e ritengono) il proprio “cortile di casa”, poi, era comunque inaccettabile.
Così il presidente americano Eisenhower autorizzò la Cia ad attuare il colpo di Stato, che fu preparato con l’embargo, una serie di pesanti provocazioni, disinformazione sul Guatemala, definito come uno come Stato in mano ai comunisti, e con l’addestramento di un esercito di ribelli con leader il colonnello Carlos Castillo Armas. La conseguente dittatura del colonnello Armas, che portava baffetti stile Hitler, fu durissima con abolizione del diritto di voto per metà della popolazione, massacri di comunità Maya, eliminazione fisica degli avversari politici, messa fuorilegge delle organizzazioni sindacali e del Pgt (Partido Guatemalteco del Trabajo). Grazie al golpe ideato e finanziato dalla Cia, la United Fruit Company, che successivamente si distinse anche nell’appoggio ai controrivoluzionari cubani per il tentato golpe del 1961 con lo sbarco nella baia dei Porci, riprese pieno possesso delle piantagioni di banane.
A specchio e in contesti storici e geopolitici differenti, ma sempre condizionati dalla guerra fredda, due anni dopo i carri armati sovietici entravano a Budapest per soffocare la “primavera ungherese”.
