Osservatorio settimanale

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Le notizie più importanti della settimana dall’America Latina

16 giugno 2018

L’ex dittatore peruviano Alberto Fujimori potrebbe tornare in prigione; elezioni in Colombia, nuovi legami tra l’ex presidente Álvaro Uribe e i paramilitari; il Nicaragua riprende il dialogo per cercare di porre fine alle proteste; processo contro l’ex presidente Martinelli a Panama; l’Argentina giudicherà altri due atti criminali del regime di Franco…

Buenos Aires, manifestanti attendono in piazza il risultato delle votazioni sulla depenalizzazione dell’aborto

Messico

  • Conto alla rovescia per le elezioni federali del 1 luglio per eleggere il nuovo presidente, 128 senatori e 500 deputati. Questa settimana si è svolta l’ultima discussione tra i quattro candidati per la presidenza messicana, con la peculiarità che, per la prima volta, le domande sono state scelte attraverso i social network. Il conservatore Ricardo Anaya (PAN), secondo nei sondaggi, ha accusato il governo di fare una guerra sporca dopo l’emergere di indicazioni che collegano Anaya ai casi di riciclaggio di denaro sporco e finanziamento illegale della campagna elettorale. Il candidato di sinistra Manuel López Obrador rimane il favorito nei sondaggi. Nel corso di questa campagna, oltre cento candidati sono stati uccisi.
  • Scoppia lo scandalo sulle tangenti della società di costruzioni brasiliana Odebrecht in Messico che ha portato all’imputazione, al licenziamento e all’incarcerazione di numerosi leader politici, ministri e persino presidenti in diversi Paesi dell’America Latina, tra cui Venezuela, Perù, Colombia, Panama, Argentina, Ecuador e Repubblica Dominicana. Questa settimana un’indagine del New York Times ha rivelato che ci sono numerosi indizi per l’imputazione di numerosi funzionari e di alte cariche del governo messicano.

Porto Rico

  • «Noi non dimentichiamo». Era il motto della parata annuale di portoricani che vivono a New York, svoltasi questa settimana. Il messaggio si riferisce allo stato di degrado che l’isola sta vivendo a causa del piccolo aiuto dato da Washington alla sua colonia dopo il passaggio del devastante uragano Maria nel settembre 2017 che, secondo l’ultimo bilancio, ha causato più di 4600 morti.

Guatemala

  • Dall’inizio dell’anno a oggi, in Guatemala, sono stati assassinati sette leader contadini. Il comitato di “Desarrollo Campesino” ha iniziato a protestare contro la violenza subita dai suoi membri e ha chiesto le dimissioni del presidente Jimmy Morales, che accusano di proteggere il sistema di impunità e di corruzione che regna nel Paese.
  • Il Guatemala tenta di riprendersi dopo l’eruzione del Volcán de Fuego, che ha colpito 1,7 milioni di persone. Continua a essere una priorità la ricerca di dozzine di persone scomparse, nonostante le difficoltà climatiche e sul terreno. Inoltre, ora anche i vulcani Pacaya e Santiaguito minacciano il Paese.
  • Mike Pence, vicepresidente degli Stati Uniti, visiterà il Guatemala il 28 giugno per incontrare persone colpite dal Volcán de Fuego.

Honduras

  • Nuovo scandalo per corruzione in Honduras: almeno 38 funzionari e uomini d’affari accusati di frode, appropriazione indebita e abuso di autorità per favorire il Partito nazionale del presidente Juan Orlando Hernández, che è stato recentemente rieletto dopo un voto soggetto a molte accuse di brogli elettorali.

Nicaragua

  • Dopo un nuovo sciopero indetto dai datori di lavoro del Nicaragua, dove da due mesi buona parte della popolazione sta manifestando, prima contro la riforma della previdenza sociale e ora contro la corruzione del governo, la repressione poliziesca e in favore della celebrazione di nuove elezioni, questo venerdì il presidente Daniel Ortega ha dato il via libera a nuovi incontri con gli attori sociali, la Chiesa cattolica, il mondo studentesco e le organizzazioni dei datori di lavoro per cercare ancora una volta di porre fine alle proteste, durante le quali sono già morte più di 200 persone.

Panama

Colombia

  • Questa domenica, 17 giugno, è contrassegnata dal secondo turno delle elezioni presidenziali colombiane. 36 milioni di elettori sono chiamati a decidere tra l’ex senatore Iván Duque, erede politico del presidente ultraconservatore Álvaro Uribe, e l’ex sindaco di Bogotá ed ex guerrigliero Gustavo Petro, progressista.
  • Con una dichiarazione congiunta è stato cancellato l’ultimo dibattito televisivo tra i due candidati alla presidenza.
  • La guerriglia dell’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) annuncia un cessate il fuoco unilaterale durante lo svolgimento delle elezioni di questa domenica.
  • È stato revocato il riconoscimento come osservatrice internazionale alle elezioni colombiane a Lorena Ruíz-Huerta, deputata di Podemos all’Assemblea di Madrid, per aver dimostrato il suo sostegno per il candidato di sinistra Gustavo Petro. Izquierda Unida parla di una “frode elettorale diffusa”.
  • Diversi ex lavoratori della famiglia Uribe rivelano nuovi legami con gruppi paramilitari. Una delle rivelazioni più sorprendenti è quella di Santiago Uribe, fratello dell’ex presidente Álvaro Uribe, per i rapporti con il gruppo paramilitare Los 12 Apóstoles.
  • La giustizia colombiana ha condannato 28 ex paramilitari accusati di oltre 6000 omicidi tra il 1997 e il 2006.
  • Un gruppo di madri di vittime di “falsi positivi” si sono sotterrate simbolicamente nella Plaza de Bolívar di Bogotà per protestare e ricordare i loro figli. Il caso dei “falsi positivi” si riferisce all’uccisione di migliaia di persone innocenti per mano dei militari e dei paramilitari che ricevevano somme economiche a chiunque potesse dimostrare di aver ucciso guerriglieri delle FARC e dell’ELN – soprattutto durante i governi di Álvaro Uribe.
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Venezuela

  • Nicolás Maduro ha nominato questa settimana Delcy Rodriguez vicepresidente del Venezuela. Fino ad ora era la presidente dell’Assemblea costituente nazionale.
  • Secondo un’indagine dell’agenzia Gallup, intitolata Legge e Ordine, nel 2018, il Venezuela è considerato il Paese più pericoloso del mondo.

Ecuador

  • In occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile, il presidente ecuadoriano Lenin Moreno ha sottoscritto un “patto con i bambini e gli adolescenti” per la certificazione dei prodotti ecuadoriani liberi da violenza e lavoro minorile. Secondo Berenice Cordero, ministro per l’inclusione economica e sociale, in Ecuador «ci sono ancora 359.592 bambini e adolescenti che lavorano e studiano».

Brasile

  • Nonostante l’aumento delle spese per la sicurezza con l’arrivo di Michel Temer, il presidente non eletto, la violenza rimane una delle principali cause di morte in Brasile e la prima causa tra i giovani che hanno circa 20 anni. I “neri o meticci” rappresentano il 71% delle vittime di omicidio, secondo i dati ufficiali.
  • Papa Francesco ha inviato un rosario all’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva, imprigionato da più di due mesi per corruzione passiva.

Perú

  • Gli uffici del procuratore peruviano stanno avviando un’indagine per determinare se gli ex presidenti Alejandro Toledo, Alan García e Pedro Kuczynski abbiano commesso crimini di riciclaggio di denaro.
  • La Corte interamericana dei diritti umani chiede al Perù di rivedere la grazia concessa all’ex dittatore Alberto Fujimori, ma evita di chiedere la sua incarcerazione. Le autorità peruviane hanno dichiarato che si atterranno alla decisione di questa Corte.

Paraguay

  • Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Paraguay diventa il secondo Paese dell’America Latina, dopo Cuba, a sradicare la malaria.

Argentina

  • Votazione storica in Argentina. Questa settimana il Congresso ha dato il via libera alla depenalizzazione dell’aborto dopo oltre venti ore di dibattito (129 voti a favore, 125 contrari). Se anche il Senato darà la sua approvazione, entrerà in vigore la nuova legge che consentirà l’aborto nelle gravidanze sotto le 14 settimane di gestazione. Si stima che ogni anno avvengano in Argentina oltre 520.000 aborti clandestini, mentre circa un centinaio di donne perdono la vita per le complicazioni a seguito dell’aborto clandestino. Nel video, migliaia di persone celebrano a Buenos Aires il risultato del voto.
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  • La giustizia decide di sottoporre a giudizio altri due casi nella lite argentina contro il franchismo. Uno dei casi si riferisce a José Salmerón Céspedes, un poliziotto repubblicano torturato e fucilato a Tetouan; il secondo a Gustavo Adolfo Muñoz Bustillo, un giovane assassinato per mano della polizia l’11 settembre 1978.
  • Il peso argentino raggiunge i minimi storici una settimana dopo che il Fondo monetario internazionale ha accettato di prestare 50.000 milioni di dollari all’Argentina.

Cile

  • Continuano le indagini per i casi di pedofilia all’interno della Chiesa cattolica cilena. Questa settimana le autorità hanno fatto irruzione nella Corte ecclesiastica di Santiago in cerca di documenti relativi ai 14 sacerdoti accusati di sfruttamento sessuale di minori. Recentemente i vescovi cileni hanno presentato le loro dimissioni a papa Francesco, ma al momento il Pontefice ha accettato solo tre dimissioni.
  • Diverse università continuano a essere occupate dagli studenti nel contesto dell’ondata di proteste femministe che stanno attraversando il Paese.

Altre notizie

  • Quasi 2000 bambini migranti sono stati separati dalle loro famiglie al confine tra il Messico e gli Stati Uniti nelle ultime sei settimane, secondo il dipartimento per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
  • I governi di Paraguay, Brasile, Bolivia e Perù questa settimana hanno firmato il compendio delle regole per la costruzione del treno bioceanico che collegherà San Paolo (Brasile) con Ilo (Perù) attraversando i quattro Paesi firmatari.
  • Tre persone su quattro, in America Latina, si fidano poco o nulla del loro governo, secondo i dati del rapporto “Ripensare le istituzioni per lo sviluppo”, predisposto congiuntamente dall’OCSE, dalla Commissione europea, dalla Banca di sviluppo dell’America latina (CAF) e dall’ECLAC.

da lamarea.com
Traduzione di Fulvio Perini

Gli autori

La Marea

La Marea è il nome di una rivista mensile cartacea spagnola e di un quotidiano digitale (lamarea.com) editi da MásPúblico S. Coop, una cooperativa di lettori e di lavoratori nata nel dicembre 2012, con l'obiettivo di un giornalismo rigoroso e impegnato nell'approfondimento politico e culturale.

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