Pepe Mujica, il guerrigliero diventato presidente dell’Uruguay, se ne è andato, all’età di 89 anni. Tupamaro dal 1966 è stato poi per 13 anni – dal 1972 al 1985 – in carcere, per lo più un carcere duro in cui ha subito torture che ne hanno minato il fisico. Presidente del suo Paese nel quinquennio 2010-2015 è riuscito a realizzare profonde riforme sociali, a depenalizzare l’aborto, a legalizzare il matrimonio tra omosessuali e a regolarizzare la vendita della marijuana attraverso lo Stato. È stato un personaggio di primo piano del socialismo sudamericano e, soprattutto, un uomo di grande semplicità e coerenza. Non amava il potere: si rifiutò di stabilirsi nel palazzo presidenziale; si spostava su su un vecchio Maggiolino Volkswagen che guidava personalmente; viveva in maniera frugale dando il 90 per cento del suo stipendio a organizzazioni non profit e trattenendo per sé il corrispettivo di circa 800 euro al mese (più – diceva – di quanto guadagnava gran parte dei suoi connazionali); quando considerò chiusa la sua vicenda politica, nel 2020, si ritirò in una piccola casa rurale nella periferia più povera di Montevideo. «Pepe – ha scritto il regista Kusturica, che su di lui ha girato un film – «è l’ultimo eroe politico in un mondo dove i politici parlano di cose che la gente non intende». È stato un socialista anomalo, fuori dagli schemi. Il suo pragmatismo, a differenza di quello di molti socialisti del nuovo secolo, lo rendeva radicale nelle scelte, soprattutto contro il consumismo. L’orizzonte della sua vita era – come amava dire – la felicità, per tutti gli uomini e le donne. Di questa umanità e di questa concezione della vita sono testimonianza le parole che ci ha lasciato poco prima di morire, una sorta di testamento umano e politico, che pubblichiamo di seguito. (la redazione).
Sto morendo.
Il cancro all’esofago sta colonizzando il fegato.
Non posso fermarlo con nulla, perché?
Perché sono un uomo anziano e perché ho due malattie croniche.
Non posso permettermi trattamenti immunologici o interventi chirurgici perché il mio corpo non è in grado di affrontarli.
Quando sarà il mio turno di morire, morirò.
È così semplice come te lo dico.
Sono condannato, hermano.
Questo è quanto.
Quello che voglio fare è salutare i miei compatrioti.
È facile avere rispetto per chi la pensa come te, ma devi imparare che il fondamento della democrazia è il rispetto per chi la pensa diversamente.
Per questo motivo la prima categoria è quella dei miei compatrioti, che saluto.
Li abbraccio tutti.
In secondo luogo, saluto i miei colleghi, i miei sostenitori e tutti gli altri.
Sono più di cinque anni che non partecipo a un organismo direttivo.
La realtà sociale e politica non passa dalla mia fattoria.
Quello che vi chiedo è di lasciarmi in pace.
Non chiedetemi più interviste o altro.
Il mio ciclo è finito.
Onestamente, sto morendo.
E il guerriero ha diritto al suo riposo.
La vita è una bellissima avventura e un miracolo.
Siamo troppo concentrati sulla ricchezza e non sulla felicità.
Morirò qui.
Fuori c’è una grande sequoia.
Manuela* è sepolta lì.
Sto preparando i documenti perché possano seppellire lì anche me.
E questo è tutto.
* Manuela era il cane di Mujica che lo ha accompagnato per 22 anni della sua vita.

Che differenza dai nostri leaders politici di una sinistra sempre più incapace di essere tale!!!
Auguriamoci che la dignità di quest’uomo possa
accompagnarci nel tempo e costituire un esempio per tutti noi.
Mujica, onesta’, coerenza, coraggio, intelligenza e amore per la giustizia , l’uguaglianza, la parità di diritti
La sua vita, con l’esempio, accende la speranza anche nei momenti bui, come quello attuale
rida’ il desiderio di lottare per le idee che rendono l’essere umano degno di calpestare la terra
Ma alla fine capisco che non ci sono più speranze
Quante persone sarebbero in grado di imitarlo? E quanti di noi, in questo dorato occidente, sceglierebbero un MUJICA, come rappresentante? Andremo a schiantarci e non capiremo perché.
Grazie comunque Pepe Mujica, non è necessario credere in qualche dio, per credere nel bene che hai rappresentato e realizzato