Ripudiare la pace e giocare a scacchi con la morte

La pretesa della NATO, dell’UE e degli altri paesi della Santa alleanza occidentale di fornire un crescendo di aiuti militari all’Ucraina per consentirle di vincere rapidamente la guerra ha come unico sbocco la continuazione di una strage insensata e senza fine. Pretendere di sconfiggere e umiliare una superpotenza dotata di 6.000 testate nucleari è come giocare a scacchi con la morte.

La Francia in fiamme: tra scioperi e protesta sociale

Da mesi la Francia è scossa da manifestazioni, scioperi e proteste caratterizzati da un’estrema diversità di pratiche anche volente, accettata da tutti, compresi i sindacati più riformisti, e da un’inedita dialettica tra pezzi radicali e pezzi moderati. La repressione poliziesca si dispiega con una violenza inaudita ma il movimento non accenna a piegarsi. È, anche per l’Italia, una lezione.

Birmania-Myanmar: una guerra che dura da più di 70 anni

C’è un paese in Asia, tra i più ricchi di risorse e dotato di una crudele bellezza, la Birmania-Myanmar, in cui è in corso una guerra che interpreta fedelmente i canoni dei manuali novecenteschi: eserciti schierati, bombardamenti aerei, artiglieria, guerriglia. Ma, non essendo in Europa, non ci divide in opposte tifoserie e non ci fa paura, anche perché ci è ignota (o perché ci abbiamo fatto il callo).

Anche la Finlandia va a destra

Come in Svezia a settembre, la destra vince le elezioni in Finlandia. Alla premier socialdemocratica Sanna Marin non è bastato attuare una riforma in senso egualitario dei servizi sociali e sanitari e rassicurare l’elettorato moderato abbracciando posizioni ultra-atlantiste e militariste. Il ceto medio, spaventato dalla crisi economica, ha, ancora una volta, creduto agli slogan del taglio delle tasse e dello stop ai migranti.

Ucraina: il piano di pace cinese e l’insipienza dei suoi detrattori

Per porre fine alla guerra in Ucraina c’è un piano della Cina che, a partire dal riconoscimento della sovranità nazionale di tutti i paesi e del diritto internazionale, propone un immediato cessate il fuoco e l’apertura di un negoziato su 12 punti. Ma tutti lo ignorano. In particolare gli Stati Uniti e la Nato che hanno sposato la causa della guerra fino alla vittoria militare dell’Ucraina (che pure non è nelle cose).

I falò di Parigi e il semipresidenzialismo

La lezione dei falò di Parigi è chiara. Privo di una maggioranza parlamentare Macron impone le sue scelte con decreto, ricorre alla forzatura, umilia il Parlamento, chiude gli spazi del dialogo. Scelta di un presidente tecnopopulista ma, anche, portato di un semipresidenzialismo che è, ovunque, insidioso e che in Italia la destra persegue sol per archiviare la repubblica parlamentare prodotta dall’antifascismo.

La guerra in Ucraina, le responsabilità dell’Occidente

La politica e i media occidentali continuano a presentare la sciagurata avventura militare di Putin in Ucraina come la follia di un novello Hitler, deciso a soggiogare l’Europa. Non è così, come dimostra un recente saggio dello storico americano Benjamin Abelow. L’invasione dell’Ucraina, ingiustificabile e criminale come tutte le guerre, è stata la prevedibile risposta a 30 anni di provocazioni USA e NATO.

Metti in Israele…

Israele è scosso dalle manifestazioni contro Netanyahu e c’è chi comincia ad accorgersi che è in atto nel Paese una degenerazione para-fascista e che la compressione dei diritti, un tempo limitata ai palestinesi, oggi si estende a tutti. Si aprono così due possibili scenari: o un impegno diffuso per una rigenerazione culturale e politica dalle fondamenta o un duro (se non addirittura cruento) scontro interno al Paese.

Il Portogallo non è più il paese dove è ideale vivere

Il Portogallo, unico Stato d’Europa a guida socialista e noto per il costo della vita decisamente basso, sta vivendo una situazione economica e sociale gravissima. La scuola e la sanità sono diventate inaccessibili e i prezzi sono saliti alle stelle. Conseguenza soprattutto della immigrazione di qualità fino a ieri fiore all’occhiello del Paese. C’è di che riflettere anche per l’Italia.