Valter Giuliano, giornalista professionista, Accademico dell’agricoltura, è stato presidente nazionale della “Pro Natura”, consigliere della Regione Piemonte e assessore alla cultura della Provincia di Torino. È consigliere comunale di Ostana, dove ha fatto nascere il “Premio Ostana. Scritture in lingua madre / Escrituras en lenga maire”. Già direttore di “ALP”, ha fondato e diretto “Passaggi e Sconfini”. Direttore responsabile di “Natura e Società” e di “ Obiettivo Ambiente”, dirige “Segusium. Arte e storia della Valle di Susa”.
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Ha senso lamentare il calo delle nascite nel nostro Paese? In una dimensione globale certamente no. A fine Settecento c’erano, nel mondo, 750 milioni di persone. Oggi siamo 7,5 miliardi in attesa di arrivare, nel 2100, a 10 miliardi. E non ci sono risorse per tutti. Sarebbe il caso di affrontare il problema con razionalità e senza retorica.
Evocare genericamente la transizione ecologica è l’ennesimo camuffamento di un sistema economico che ci sta portando alla catastrofe. Non bastano la digitalizzazione o una conversione energetica tutta da definire se si alimentano acriticamente i consumi e si prosegue nella incessante produzione di tutto, anche di ciò che non serve.
Pensare e programmare il futuro non può prescindere dal salvaguardare il passato. Ma tutto fa pensare che il Paese sia ancora legato alla sindrome del geometra che, di fronte al dubbio se restaurare casa o farne una nuova, sceglieva comunque la seconda opzione, incurante della qualità dell’opera e dei danni prodotti.
Crescita infinita su un pianeta finito: è questa la lungimiranza delle imprese e degli organi di informazione nelle loro mani. La politica a rimorchio. Ormai inutile orpello di una finta democrazia chiamata a registrare decisioni prese altrove. Una macchina infernale in corsa verso un destino che la porterà a sbattere.
La Triennale di Milano ha scelto come tema “Broken Nature”. Una visita è una liberatoria immersione nell’universo delle tematiche ambientali, utili a comprendere la complessità dei sistemi che compongono il pianeta e la necessità, per la sopravvivenza dell’umanità, di riformulare il mondo.