Emilio Sirianni, magistrato, è presidente della sezione lavoro della Corte d’appello di Catanzaro e segretario della sezione locale di Magistratura democratica
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Quanto più le indagini e i processi sono rilevanti, tanto più è necessario che i loro titolari si attengano, sul palcoscenico dei media, a sobrietà di comportamenti e di dichiarazioni. Non è sempre così, come casi recenti dimostrano, e ciò nuoce alla credibilità della giustizia e rischia di ledere diritti e garanzie di tutti.
«Esiliato per paura come in una dittatura, lo vogliamo qui a Riace il paese della pace»: così recita lo striscione sopra l’anfiteatro pieno di gente e di artisti. Poi tutti in corteo per raggiungere Mimmo nel comune vicino. Ed è festa grande fino a sera per dire quel che Riace è stato e continuerà a essere.
Confermando il licenziamento dei cinque lavoratori FIAT di Nola che avevano inscenato la rappresentazione del finto suicidio di Sergio Marchionne, la Cassazione si è spinta a configurare un “obbligo di fedeltà” del lavoratore verso l’azienda di ampiezza tale da suonare come antidoto a ogni forma di confitto.
In un nuovo libro di Chiara Sasso la ricostruzione, intensa e partecipe, dell’“utopia realizzata” di Riace. Ma, questa volta, la dolcezza del racconto è preceduta dall’amaro dell’attacco potente che lo Stato italiano, la sua burocrazia, i suoi giudici hanno sferrato al microcosmo riacese e al suo sindaco.