Edoardo Peretti è nato nel 1985 sulla sponda lombarda del Lago Maggiore ed è stato adottato da Torino negli anni dell'università. Laureato in storia contemporanea collabora, come critico e giornalista cinematografico, con periodici on-line e cartacei (Mediacritica, Cineforum, L'Eco del nulla, Cinema Errante e Filmidee sono le principali collaborazioni). Ha lavorato per festival ed enti del settore e cura rassegne ed eventi, in particolare con l'Associazione Museo Nazionale del Cinema e con l'associazione Switch On.
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“Magari”, opera prima di Ginevra Elkann, è una delicata rielaborazione autobiografica, raccontata, talvolta al limite del fantastico, che esprime speranze, illusioni e desideri di una preadolescente. È un buon film, non straordinario, a cui nuoce l’eccesso di attenzione riservatogli della grande stampa, soprattutto quella di famiglia.
“L’uomo invisibile” di Leigh Whannell, distribuito direttamente in streaming, è un ottimo film horror che intercetta paure profonde e collettive più o meno inconsce, in particolare quella di un pericolo costante e indefinibile, della sensazione insondabile e sfuggente di minaccia terribile, implacabile e invisibile.
Il cinema di Sergio Citti è da poco approdato su You Tube. “Ostia”, “Casotto”, “Storie scellerate” sono film in qualche modo anomali nel panorama italiano anche se risentono del modello pasoliniano: sembra di assistere a strane fiabe in cui la violenza si intreccia con la tenerezza e con un umorismo carnevalesco.
La Cineteca di Milano mette a disposizione il suo ricco canale streaming: film muti e sonori, classici riscoperti e opere sconosciute, documentari, testimonianze d’archivio e film d’animazione, cortometraggi e lungometraggi, registi affermati e autori dimenticati. Insomma, c’è, a spulciare l’offerta, materiale per tutti i gusti.
Questi giorni di clausura coatta possono essere l’occasione per scoprire o riscoprire, sulle piattaforme online, film, registi e stagioni. Proveremo qui a favorire la ricerca, con consigli e suggerimenti. Cominciamo con Antonio Pietrangeli, acuto e ispirato protagonista del cinema europeo degli anni Sessanta.
Secondo film del regista di “Parasite”, “Memorie di un assassino” è ambientato in un villaggio rurale della Corea del Sud sconvolto dall’uccisione di alcune ragazze. Un poliziesco sui generis, nel quale le indagini sono l’occasione per fotografare la trasformazione e le contraddizioni di una cultura e di un intero Paese.
“Odio l’estate”, ultimo film di Aldo, Giovanni e Giacomo, di nuovo diretti da Massimo Venier, è una pièce divertente ma più vicino alla commedia che al comico. Opera malinconica, ben dosata e costruita, non è solo probabilmente il miglior film del trio degli ultimi 20 anni, ma uno dei loro migliori in assoluto
Kolossal “caldo” e denso, il film che Sam Mendes ha dedicato alla Prima Guerra Mondiale è la vicenda, carica di simboli, di due soldati inglese alle prese con una missione nella terra di nessuno. Non tutto torna, ma, al netto di qualche caduta e scorciatoia, il risultato è innegabilmente d’impatto ed emozionante.
In “Hammamet” scorrono gli ultimi mesi di vita di Bettino Craxi. Ma sbaglierebbe chi vi cercasse una cronaca, una rilettura politica, un giudizio. Gianni Amelio sceglie una strada diversa e tratteggia il ritratto intimo di una decadenza e di un potere smarrito, di una sconfitta e di una marginalità mai accettate.
Il 2019 è stato un anno intenso, un’ottima stagione cinematografica. Difficile, e inevitabilmente soggettivo, stilare una classifica dei 20 film più interessanti. Eccoli comunque – pur con qualche inevitabile omissione – da “Vice – L’uomo nell’ombra” di Adam McKay a “Burning” del coreano Lee Chang-dong.