Moni Ovadia è un attore, drammaturgo, scrittore e compositore di famiglia ebraica. Tale ascendenza influenza tutta la sua opera, diretta al recupero e alla rielaborazione del patrimonio artistico, letterario, religioso e musicale degli ebrei dell’Europa orientale. Politicamente impegnato nella sinistra è profondamente critico nei confronti della politica ultranazionalista del Governo di Israele e impegnato nella difesa dei diritti della Palestina e dei palestinesi.
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La infame legge razzista voluta da Bibi Netanyahu è il peggior oltraggio che il sionismo potesse fare all’ebraismo: con essa si vuol fare ritornare gli ebrei a prima di Abramo, ad un pensiero tribale idolatrico, facendo della “terra” l’idolo a cui prosternarsi.
L’odio per gli zingari è una prova di imbecillità senza limiti. Quasi nessuno di coloro che agitano lo spettro dei Rom e dei Sinti conosce la loro Storia, né le loro storie.
L’interminabile tragedia del popolo palestinese è tale anche per lo statuto di impunità garantito al suo oppressore, il governo e l’esercito israeliano, in modo pressoché unanime da tutta la comunità internazionale, che contempla imbelle e senza colpo ferire la sistematica violazione della sua strombazzata legalità.