Tomaso Montanari insegna Storia dell’arte moderna all’Università per stranieri di Siena. Prende parte al discorso pubblico sulla democrazia e i beni comuni e, nell’estate 2017, ha promosso, con Anna Falcone l’esperienza di Alleanza popolare (o del “Brancaccio”, dal nome del teatro in cui si è svolta l’assemblea costitutiva). Collabora con numerosi quotidiani e riviste. Tra i suoi ultimi libri Privati del patrimonio (Einaudi, 2015), La libertà di Bernini. La sovranità dell’artista e le regole del potere (Einaudi, 2016), Cassandra muta. Intellettuali e potere nell’Italia senza verità (Edizioni Gruppo Abele, 2017) e Contro le mostre (con Vincenzo Trione, Einaudi, 2017)
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I prossimi direttori dei musei più importanti saranno scelti da una commissione da cui sono esclusi gli storici dell’arte. Il ministro fascista Giuseppe Bottai tollerava, nel governo del patrimonio, giovani storici dell’arte antifascisti (come Brandi, Longhi, Argan) perché competenti: i suoi attuali nipotini escludono la competenza pretendendo, invece, fedeltà.
Con “Antifascisti adesso… Perché non è ancora finita” il presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, consegna ai giovani, insieme all’analisi impietosa dei motivi che ci hanno portato alla situazione attuale, un’idea di antifascismo in cui «connettere presente e futuro, sogno e realtà, utopia e realismo, teoria e prassi, avendo come costante punto di riferimento la vita delle persone in carne e ossa».
Il Governo italiano, approvando una mozione del Pd, si è impegnato a non usare fondi del Pnrr per produrre armi da inviare in Ucraina, ma il Parlamento europeo, con il voto favorevole del Pd, ha autorizzato gli Stati membri a farlo. Un gioco di prestigio mediocre che lascia stupefatti e indignati coloro che credono a una politica fondata su coerenza e principi e che, perciò, hanno sostenuto Elly Schlein alla guida del partito.
Invece di conversione e salvezza, il Giubileo porterà a Fiumicino un nuovo terminal per le navi dei ricchi. Accanto all’iconico vecchio faro si vedranno navi lunghe 360 metri e alte oltre 70: grattacieli di 25 piani che nessun piano paesaggistico consentirebbe. E, va da sé, addio balneabilità delle acque di Isola Sacra, che tra titanici lavori di sbancamento dei fondali e continuo dragaggio non saranno più accessibili ai corpi umani.
All’Università per Stranieri di Siena oggi le bandiere non sono a mezz’asta, come pure vorrebbe il Governo. L’università non è una prefettura: è una comunità scientifica che costruisce un progetto di educazione, cioè di pieno sviluppo della persona umana e di formazione alla cittadinanza. Se si inchina nell’omaggio alla figura di Silvio Berlusconi perde ogni credibilità educativa, e morale. E, da rettore, nel mio piccolo, non mi adeguo.
Il ministro Lollobrigida ci ricasca anche se tenta, goffamente, di occultare la propria ideologia xenofoba sostituendo il termine “razza” con “etnia”. Quel che il ministro non coglie è che – come la storia insegna – si è italiani non per via di sangue, etnia, fede o lingua, ma solo per via di cultura, ricerca, patrimonio storico e artistico: cioè per via di inclusione, evoluzione continua, contraddizione, pluralità.
Grottesca fin dal titolo (“Open to Meraviglia”) la campagna di promozione del turismo partorita da Daniela Santanchè avvalendosi di una Venere botticelliana trasformata in influencer è un inno alla cafonaggine, a una retorica greve e bolsa: da nuovo ricco ignorante, da milionario saudita o da oligarca russo.
In questo 25 aprile il fascismo può apparire nuovo e diverso, ma il suo obiettivo è sempre e comunque lo stesso. Forse non torneranno in Italia i fascisti col fez e la camicia nera, ma potremmo veder nascere un regime violentemente razzista e autoritario. Per questo non dobbiamo limitarci a celebrare le gesta dei nonni: dobbiamo impegnarci perché i nostri figli non siano costretti a ripeterle.
“La guerra invisibile”, ultimo libro reportage di Maurizio Pagliassotti sulle migrazioni è un pugno nello stomaco. Con una conclusione che non lascia dubbi: «L’Italia e l’Europa, mi appaiono in questo settembre 2022 lanciate verso un futuro fatto sempre più di rancore mal represso, perché la guerra alla povertà è stata soppiantata dalla guerra ai poveri». È questa la guerra mondiale: quella dei ricchi contro i poveri.
Qualcuno imbratta (con vernice lavabile) Palazzo Vecchio? Niente paura, il sindaco interviene, placca il vandalo e provvede senza indugio al lavaggio del muro. Osanna dei media e generale ammirazione! Peccato che pochi ricordino gli sfregi inferti da Nardella ai palazzi fiorentini e si interroghino sul nesso, pur inscindibile, tra patrimonio artistico e ambiente.