Livio Pepino, già magistrato e presidente di Magistratura democratica, è attualmente presidente di Volere la Luna e del Controsservatorio Valsusa. E', inoltre, portavoce del Coordinamento antifascista torinese. Da tempo studia e cerca di sperimentare, pratiche di democrazia dal basso e in difesa dell’ambiente e della società dai guasti delle grandi opere. Ha scritto, tra l’altro, "Forti con i deboli" (Rizzoli, 2012), "Non solo un treno. La democrazia alla prova della Val Susa" (con Marco Revelli, Edizioni Gruppo Abele, 2012), "Prove di paura. Barbari, marginali, ribelli" (Edizioni Gruppo Abele, 2015) e "Il potere e la ribelle. Creonte o Antigone? Un dialogo" (con Nello Rossi, Edizioni Gruppo Abele, 2019).
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Le possibilità che il 2022 porti con sé un cambiamento in positivo nei rapporti sociali, nella tutela dei diritti e nel sistema politico sono davvero esigue. La stessa pandemia, lungi dall’aprire una nuova stagione, sembra aver chiuso ulteriormente ogni spazio. Ma qualche segnale in controtendenza, pur flebile e limitato, si intravede e, comunque, ci proveremo.
Green pass, obbligo vaccinale, tamponi e quant’altro sono oggetto di un bombardamento mediatico sempre più stucchevole e fuorviante. Soprattutto perché ad esso si accompagnano la carenza di un’informazione attendibile ed effetti collaterali preoccupanti. Tra questi una contrazione significativa e indifferenziata della libertà di riunione e manifestazione.
A Locri non è stato condannato solo Mimmo Lucano. Sono state condannate l’accoglienza e il senso di umanità. Lo svelano la contestazione di associazione per delinquere e l’entità della pena inflitta. È il mondo all’incontrario in cui la solidarietà e la dignità delle persone sono degli optional e il modello è l’ottusità burocratica. L’opposto di ciò che chiede la Costituzione.
Volere la Luna ha superato i tre anni. La sua analisi di partenza (l’inutilità di perseguire “il meno peggio” e la necessità, per una nuova fase politica, di un cambiamento radicale di modi di essere, di pensare, agire, cooperare e aggregarsi) è stata ampiamente confermata dai fatti. Ma che fare, oggi? Confrontarsi! Tra di noi, con i nostri interlocutori abituali e con chi ci guarda con interesse.
La pandemia è seria. Il vaccino è uno strumento importante per contenerla e va incentivato. Ma gli obblighi e i divieti al riguardano rischiano solo di minare ulteriormente il rapporto, già compromesso, tra lo Stato e i cittadini. La strada è altra e un governo lungimirante della società deve puntare necessariamente sulla persuasione e sul diritto mite.
È la notizia del giorno. Se non ridurremo almeno del 55% entro il 2030 le emissioni di gas climalteranti sarà “un disastro”. Il Governo annuisce ma, intanto, definisce irrinunciabile il tunnel di 57 chilometri della Nuova Linea ferroviaria Torino-Lione che, nei prossimi 10 anni, aumenterebbe a dismisura le emissioni di CO2. È solo ipocrisia?
Il green pass (o passaporto vaccinale) è da oggi in vigore e ne è prossima una significativa estensione. I più lo considerano una bacchetta magica e definiscono irresponsabili o affetti da egoismo individualistico coloro che avanzano dubbi e suggeriscono alternative. Ma siamo proprio certi che le cose stiano così?
Sugli abusi e le violenze di Stato commessi 20 anni fa a Genova – nelle strade, nelle piazze, nelle caserme, nelle scuole, negli ospedali – sappiamo ormai tutto. Ma in quei giorni è accaduto di più: è cambiato il rapporto tra Stato e cittadini, si sono poste le basi di una perenne emergenza, si è costruita l’idea del nemico nei cui confronti tutto è lecito.
Negli ultimi 50 anni l’atteggiamento della sinistra nei confronti della magistratura è cambiato più volte. Alla ostilità dei primi anni ’70 è seguita una stagione di convinto (e a volte acritico) sostegno che ha poi lasciato il posto a una nuova diffidenza. Un interessante libro di P. Borgna e J. Rosatelli analizza la situazione e prova a spiegare perché.
41 anni fa un DC9 con a bordo 81 persone precipitò nei pressi di Ustica. Non fu un incidente. Reticenze e depistaggi hanno impedito di arrivare ai colpevoli. Ma una cosa è stata accertata, anche giudizialmente: l’aereo venne abbattuto in un’operazione di intercettamento di un velivolo libico, realizzata da aerei francesi o statunitensi.