Giovanni Caprio, pubblicista, già ricercatore sociale e direttore di istituzioni pubbliche e di fondazioni private, si occupa prevalentemente di governo locale, partecipazione e beni comuni.
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Il proibizionismo come politica di governo delle droghe è fallito checché ne dica la “virile” retorica di chi lo ha sostenuto e lo sostiene. Tra questi le destre al governo, affette, peraltro, da singolare strabismo, dato il loro agitarsi scomposto soltanto alla parola “droghe”, a fronte della totale inerzia, per esempio, di fronte al consumo di alcol e soprattutto ai suoi 7.700.000 consumatori a rischio.
Dopo il Servizio bilancio del Senato, che ha sottolineato come l’Autonomia differenziata non potrà essere a costo zero, anche l’Ufficio parlamentare di bilancio è intervenuto criticamente sul meccanismo di finanziamento delle prestazioni sottratte dalle Regioni allo Stato. Ma la maggioranza tira dritto e pensa di eliminare gli organi di controllo.
Delle alluvioni, anche di quelle prossime, sappiamo tutto. Sappiamo l’incidenza decisiva degli interventi umani. E sappiamo, per esempio, che l’Emilia Romagna è la terza Regione italiana per consumo di suolo e la prima per cementificazione in aree alluvionali. Sappiamo tutto, ma si preferisce dire che non era mai successo niente di simile, archiviare in tutta fretta la “pratica” e continuare esattamente come prima.
In Italia vi sono attualmente 8 donne detenute ogni 100.000 abitanti donne (a fronte di un’incidenza di 182 per gli uomini). La presenza delle donne detenute nelle carceri italiane costituisce il 4,2% del totale. Il 31 gennaio 2023 erano in carcere 2.392 donne, tra cui 15 madri con 17 figli. Per porre all’attenzione la questione delle madri detenute con figli è stata lanciata la campagna “Madri fuori contro lo stigma”.
Il Rapporto disuguaglianze della Fondazione Cariplo appena pubblicato documenta con dati degli ultimi anni una realtà già nota del nostro assetto scolastico: chi parte economicamente e socialmente svantaggiato non riesce, nella gran parte dei casi, a recuperare i divari con cui si è affacciato al sistema dell’istruzione. In altri termini, la scuola non riduce ma, al contrario, cristallizza le disuguaglianze di partenza.
Per far fronte all’inquinamento atmosferico e ai cambiamenti climatici, il PNRR prevede e finanzia la piantumazione, in 14 città metropolitane, di 6.600.000 alberi. Ma i controlli effettuati mostrano che solo alcune città sono andate oltre la fase di progettazione e la quasi totalità ha piantato semplici semi, invece di piante già cresciute.
Il disegno di legge Calderoli sull’autonomia differenziata ha avuto il via libera delle Regioni di centrodestra ma, insieme, l’opposizione delle altre Regioni e della Conferenza dei Comuni. Tra questi ultimi la posizione più netta è stata quella del Comune di Napoli che, con un ordine del giorno ad hoc, ha impegnato la Giunta a chiedere il ritiro del disegno di legge e ha indetto una manifestazione di protesta.
L’unità del Paese scricchiola pesantemente sotto il peso delle attuali differenziazioni territoriali. A partire dalla scuola, che presenta un enorme livello di disparità. La priorità dell’agenda politica dovrebbe dunque essere il superamento delle diseguaglianze per consentire a tutti i cittadini di avere le stesse opportunità. Ma ciò mal si concilia con la prospettiva dell’autonomia differenziata.
Da anni è in corso l’affidamento a privati di servizi comunali fondamentali: dall’acqua ai rifiuti, dai servizi sociali a quelli scolastici, dai servizi demografici ai servizi di riscossione. Contro questa deriva è stata lanciata la campagna “Riprendiamoci il Comune”, con due proposte di legge di iniziativa popolare per la riforma della finanza locale e per la ripubblicizzazione della Cassa depositi e prestiti.
Le diagnosi di tumore sono in netto aumento nel Paese: nel 2006 erano 2 milioni e mezzo le persone che vi convivevano; nel 2020 si è passati a circa 3,6 milioni (il 37% in più). Aumentano peraltro anche le guarigioni grazie a diagnosi precoci. Intanto tra i fattori di maggior rischio emerge, a fianco di obesità, abitudini sedentarie, scorretta alimentazione, alcolismo e fumo, l’inquinamento ambientale.