Ida Dominijanni è giornalista, saggista e filosofa. Dal 1982 al 2012 ha lavorato al quotidiano “il manifesto”, dapprima alla sezione culturale e poi come notista politica ed editorialista. È stata docente di filosofia sociale presso l’Università Roma Tre. Collabora attualmente con il Centro per la Riforma dello Stato (CRS). Ha scritto, tra l’altro, “Il trucco. Sessualità e biopolitica nella fine di Berlusconi” (Ediesse, 2014).
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La risoluzione del Parlamento europeo «sull’importanza della memoria per il futuro dell’Europa» riscrive in modo deformato il passato per introdurre dei comandamenti politici (impropri e controproducenti) per il futuro. Dopo l’austerity, l’uso politico della memoria. L’UE continua a farsi del male.
Il tour elettorale del ministro dell’interno ha fatto tappa anche a Soverato Beach. La contestazione è stata più estesa di quanto ci si potesse aspettare: matura, civile ma ferma e rumorosa. Nella piazza nessuno ha sentito le parole di Salvini. Il migliore spirito pubblico meridionale, che non si vedeva da decenni. È un buon auspicio.
Il Governo sovranista, che straparla di sovranità nazionale un giorno sì e l’altro pure, sigla un’intesa con le regioni più ricche dell’Italia del nord che fa letteralmente a brandelli la struttura dello Stato nazionale. La cosiddetta “autonomia differenziata” degrada i diritti di tutti a performances disponibili a chi ha di più, mentre chi ha di meno si arrangi.
«Se e quando, forse in un futuro assai prossimo, la democrazia americana avrà finito di distruggersi – dice Michael Moore -, allora ci volteremo indietro chiedendoci in quale punto avremmo dovuto dire basta, e non l’abbiamo fatto». E noi, in Italia?