Riccardo De Vito, è giudice al Tribunale di Nuoro. Già presidente di Magistratura democratica, è componente del comitato di redazione della rivista Questione giustizia.

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No al femminicidio e no all’ergastolo

Da sempre, nel nostro paese, l’impegno istituzionale contro il femminicidio prevede risposte disorganiche e punitive, senza alcuna strategia strutturale di lotta preventiva al modello culturale e sociale che lo alimenta. Nella stessa logica si muove la proposta di introdurrre un reato ad hoc puntito con l’ergastolo: proposta illusoria e ingannevole che, per ribaltare il patriarcato, si appoggia su di esso e sul suo strumentario.

Riformare la giustizia o scardinare la democrazia?

Si scrive “primo via libera alla riforma costituzionale della separazione delle carriere dei magistrati”. Ma, in realtà, di quella separazione (peraltro già in atto), neppure si parla. I temi sono altri: la duplicazione dei Consigli superiori, l’Alta corte di giustizia, la composizione e il sorteggio dei loro membri. Tutti strumenti per indebolire l’indipendenza di giudici e pubblici ministeri e l’equilibrio dei poteri.

Storie con la “s” minuscola

Le strade sono tutte di Mazzini e di Garibaldi, dei papi e degli scrittori, di chi comanda e di chi fa la guerra: mai che ti capiti di vedere una via dedicata a uno che faceva i cappelli, a uno che stava sotto un ciliegio, a uno che non faceva niente perché andava a spasso sopra un cavalla. Eppure – come ci insegna l’ultimo libro di Carlo Greppi – le vite comuni rivelano sempre qualcosa di non comune, ed è per questo che interessano.

L’orrore del carcere, il cinismo della politica

Siamo di fronte a uno dei momenti più bui della storia del carcere repubblicano, testimoniato dalla crescita abnorme dei suicidi. Non è un semplice sovaffollamento: è l’istituzionalizzazione della crudeltà a fini di ricerca di consenso. È una strada pericolosa e illusoria. La situazione va affrontata capovolgendo l’ottica e rimettendo in campo parole e istituti desueti: numero chiuso in carcere, amnistia, indulto.

Il carcere scoppia? C’è una risposta possibile e razionale: il numero chiuso

In Italia il carcere scoppia. Così cresce la violenza, non vengono tutelati i diritti più elementari e aumenta il tasso della recidiva. In mancanza di una radicale riforma del sistema penale c’è un solo modo per invertire la tendenza: prevedere il numero chiuso in carcere, come già avviene nelle università e negli ospedali. Non è una provocazione né un’idea bizzarra, ma un esercizio di sano realismo.

L’ispettore Callaghan a Caivano

L’annunciato decreto-legge Caivano è un manuale. La storia della sua approvazione e il clima politico in cui è maturato costituiscono una didattica esemplare di quella politica “legge e ordine” che preferisce l’ispettore Callaghan agli investimenti in scuola, servizi sociali, prevenzione. Eppure la realtà di tutto il mondo mostra che la repressione smodata nei confronti di bambini e ragazzi produce solo maggiore violenza.

La vicenda giudiziaria del sottosegretario Delmastro e uno scandalo che non c’è

A fronte della richiesta di archiviazione del pm il gip dispone l’imputazione coatta di rivelazione di segreto d’ufficio per il sottosegretario Delmastro. Apriti cielo! Governo e ministro della Giustizia gridano allo scandalo e promettono modifiche legislative. Anche se siamo di fronte a uno strumento per garantire l’uguale applicazione della legge.

La giustizia, ascoltando De André

“Alla Stazione successiva” (di Raffaele Caruso, sottotitolo “La giustizia, ascoltando De André”) è un libro da leggere e ascoltare. Un libro che chiama in gioco di continuo le emozioni e le esperienze di ogni lettore che possegga due fondamentali requisiti: la passione per le visioni del cantautore genovese e, in un modo o nell’altro, il lavoro con gli arnesi del diritto.

I magistrati, il Consiglio superiore, la politica

La sostanziale contemporaneità delle elezioni politiche e di quelle per i componenti togati del CSM ha, comprensibilmente, relegato in secondo piano queste ultime. Eppure il concreto funzionamento del governo autonomo di giudici e pubblici ministeri è una questione democratica di primo piano. E i risultati elettorali aprono scenari interessanti che è bene tenere sotto controllo.

Isole carcere. Un atlante di pensieri sulla detenzione

Le riflessioni sul carcere abbondano ma sono per lo più limitate alla commiserazione del presente detentivo. Si sottrae a questo destino “Isole carcere. Geografia e storia”, di Valerio Calzolaio, preziosa mappatura dei luoghi di detenzione in mezzo ai mari e, insieme, originale approccio alla tematica della punizione e occasione per ragionare sulla funzione della repressione penale.