Amedeo Cottino è stato professore di Sociologia presso le Università di Umeaa (Svezia) e di Torino. Si è occupato di diritto internazionale umanitario in qualità di esperto della Croce Rossa Internazionale. Ha scritto sul lavoro nero nell'edilizia e sulla criminalità dei colletti bianchi.
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A cento anni dalla nascita il ricordo di Nuto Revelli è una necessità per riaffermare con lui l’obbligo di dar voce a chi voce non ce l’ha, a coloro che non sanno di possedere quel diritto. Per fare storia, ma anche politica, in un altro modo. Cominciando da piccoli gesti di umanità, di bellezza, di poesia.
Reagire alla cultura dell’odio è possibile (oltre che necessario). Nella storia è accaduto, e con successo. Per esempio con la mobilitazione del popolo danese in difesa degli ebrei dal nazismo. La strada è segnata: uscire dall’indifferenza e riconoscere l’altro con gesti quotidiani capaci di produrre un effetto virtuoso a catena.
A cosa servono i giornali? A fornire informazioni (magari in contraddittorio) o a criminalizzare gli avversari, propri o del Potere di cui sono espressione? Il direttore de “La Stampa” non ha dubbi e ci offre, nel commento alla manifestazione Sì TAV del 10 novembre, una pagina da non perdere.
Non c’è giorno senza qualche nuovo episodio di violenza contro persone di colore. Sono episodi isolati, frutto dell’aggressività di singoli, oppure sono la parte emergente di un tessuto violento e profondo, diffuso nella nostra società? Certo sono una “spia” preoccupante.
Di fronte all’onda nera che monta in Italia e in Europa ci sentiamo, spesso, impotenti. Eppure esistono degli anticorpi. Basta cercarli. Nella infinita varietà di prassi virtuose che attraversano la società, dalla esperienza di Riace (non per caso oggi criminalizzata) a quella del bar Hobbit di Ventimiglia.
In Svezia è avvenuto ciò che si temeva: la destra estrema di SD – l’equivalente della Lega di Salvini – dopo il rilevante successo elettorale è diventata l’ago della bilancia tra rosso-verdi (avanti di un seggio) e centro-destra. Per i social-democratici, puniti per le rinunciatarie politiche sociali, la necessità di un drastico cambiamento.
Anche la tranquilla Cuneo ha adottato un’ordinanza contro senza tetto e mendicanti. Il ‟decreto Minniti” sulla sicurezza urbana mostra sempre più il suo vero volto: riproporre il progetto ottocentesco di esclusione dalla cittadinanza dei soggetti non utilizzabili come forza lavoro.
I gesti di violenza contro migranti e “diversi” sono all’ordine del giorno. Non fatti isolati ma gesti che si affiancano a comportamenti istituzionali tesi a escludere ed emarginare gli ultimi nel (vano) tentativo di ricompattare una società impaurita e disorientata.