La “riforma della giustizia”, ovvero la truffa delle etichette

La cosiddetta “riforma della giustizia” approvata nei giorni scorsi dal Senato non ha niente a che far con il sistema giustizia e neppure con la cosiddetta separazione delle carriere (in realtà già realizzata). Essa tende, piuttosto, a depotenziare il controllo di legalità e a trasformare il nostro sistema in una democrazia illiberale sul modello ungherese o turco. Questa è la vera posta in gioco.

Riformare la giustizia o scardinare la democrazia?

Si scrive “primo via libera alla riforma costituzionale della separazione delle carriere dei magistrati”. Ma, in realtà, di quella separazione (peraltro già in atto), neppure si parla. I temi sono altri: la duplicazione dei Consigli superiori, l’Alta corte di giustizia, la composizione e il sorteggio dei loro membri. Tutti strumenti per indebolire l’indipendenza di giudici e pubblici ministeri e l’equilibrio dei poteri.