Valeria Tron, Pietra Dolce (Salani, 2024)

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Val Germanasca. Lisse non porta nel nome la U, «la U è greve, ha forma di gerla, perciò meglio senza, che sia leggera la sua schiena…». Nasce in un prato e il suo primo pianto è accolto dai larici che, come vecchi saggi, salutano la nuova vita affidata alle capre e ai monti. “Pietra dolce” è un romanzo corale, intenso, che diventa canto che ci accompagna con dolcezza pagina dopo pagina.

Lisse, Frillobec, il gigante che incespica con le parole e la sua corva, Tedesc e Lumière, che da quando è stato colpito da un fulmine fa suggestive profezie, sono legati nella vita da un filo stretto e potente. Li legano l’amicizia, la natura, che detta le sue leggi, a tratti dure a tratti salvifiche, e la miniera, pericolosa, ma anche pietra che unisce. E Alma, arrivata dall’Argentina con la sua chitarra, porta il canto delle Ande sulle nostre montagne, insieme alla sua gioventù e nuovi sogni.

Grazie Valeria Tron per averci ricordato che ognuno di noi custodisce una pietra preziosa. Le proppi bel, viva le storie viva quei miracoli che ora chiamiamo “Liberi”!

Segnalazione di

Martina Franchino
libraia di La Casa dei Libri
corso Laghi 31, Avigliana (Torino)
tel. 011 9320999

lacasadeilibri@gmail.com

 

Gli autori

Martina Franchino

Martina Franchino, libraia, è titolare della libreria La Casa dei Libri di Avigliana

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