Elena Marisol Brandolini, giornalista, è italiana per nascita e formazione e spagnola per parte di madre. Laureata in Economia ha conseguito un dottorato in Relazioni Internazionali. Ha collaborato con “Il Fatto Quotidiano” e scrive attualmente per “Il Messaggero”.
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Nella decima settimana del processo, più breve per la scadenza elettorale che vede candidati gli imputati detenuti Jordi Sánchez e Oriol Junqueras, l’accusa ridefinisce la fattispecie del delitto di ribellione: non come sollevazione in armi ma come violenza di tipo ambientale.
Il processo contro gli indipendentisti catalani vede sfilare, nella nona settimana, decine di testi d’accusa della Policía Nacional e della Guardia Civil. Intanto il tribunale esclude nuovi elementi di prova e respinge le istanze di essere posti in libertà di alcuni imputati.
L’ottava settimana del processo contro gli indipendentisti catalani si apre con le deposizioni dei vertici della scala di comando dei Mossos, che confermano le dichiarazioni del major Trapero. Poi è la volta degli agenti della Policía Nacional, della Guardia Urbana e della Guardia Civil.
Al centro della settima settimana del processo di Madrid contro gli indipendentisti catalani è stata la deposizione del colonnello Daniel Baena, capo della polizia giudiziaria della Catalunya, i cui rapporti sono uno degli elementi fondamentali a base dell’accusa di ribellione.
La sesta settimana del processo davanti al Tribunal Supremo è stata dedicata quasi interamente a testimonianze di accusa. In particolare sono stati sentiti 24 agenti della Guardia Civil che hanno tutti proposto una lettura a tinte fosche dei fatti del 1 ottobre.
Dopo cinque settimane, è stata la volta del major Josep Lluís Trapero, nell’autunno del 2017 capo dei Mossos d’Esquadra, anche lui imputato di ribellione. La sua testimonianza, precisa e rigorosa, difende l’operato della polizia catalana e smonta il teorema dell’accusa.
La settimana che si chiude è stata dedicata, nel processo davanti al Tribunal Supremo contro l’indipendentismo catalano, all’audizione di alcuni testi d’accusa che, contro la versione degli imputati, hanno parlato di “tumulti” e “violenze” per impedire gli interventi della polizia.
“No pasarán”. L’espressione del poeta catalano Apel-les Mestres diventata simbolo della resistenza repubblicana contro Franco nella guerra civile spagnola è risuonata nella Sala del Tribunal Supremo nella terza settimana del processo contro l’indipendentismo catalano.
Il processo davanti al Tribunal Supremo di Madrid contro 12 promotori del referendum del 1 ottobre 2017 sull’indipendenza catalana prosegue. In questa settimana sono stati interrogati 8 imputati. Tutti hanno respinto le accuse e si sono dichiarati prigionieri politici.
Il 12 febbraio, davanti al Tribunal Supremo di Madrid, è iniziato il processo contro 12 esponenti catalani, promotori del referendum del 1 ottobre 2017 che portò alla dichiarazione unilaterale di indipendenza della Catalogna. L’accusa è di ribellione e gli imputati sono tuttora detenuti.